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"Occupati" i Cantieri di Pisa

Il presidio a Pisa
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Il presidio a Pisa

I lavoratori di Baglietto chiedono certezze sul futuro

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 VIAREGGIO. Uno stallo che allarma. È quello dei Cantieri di Pisa, che fanno parte del gruppo Baglietto e quindi finiti nelle complesse vicende dello storico marchio del gabbiano. Così, per ottenere certezze, decine di lavoratori dei Cantieri, sostenuti dalla Cgil, hanno deciso di riunirsi in assemblea permanente all'interno dello stabilimento.  Il "blocco" si è avuto dopo che, al contrario, lo scenario sembrava migliorare con l'approvazione del concordato fallimentare in seguito all'offerta (accettata dal 75% dei creditori) del gruppo Overmarine.  Invece non è successo niente, i lavoratori sono in cassa integrazione straordinaria da un anno e non ci sono punti fermi sulla possibilità di far ripartire i cantieri. A La Spezia e Varazze (dove sono gli altri cantieri Baglietto) le agitazioni sono in atto da tempo. Ora è anche la volta di Pisa. «Della nostra azione abbiamo informato gli enti locali - spiega Gianfranco Francese, segretario provinciale della Cgil - perchè chiediamo che sia immediatamente attivato un tavolo istituzionale per accelerare i tempi di ripresa dell'attività produttiva e di rientro al lavoro delle maestranze».  I sindacati chiedono certezze sull'esito della crisi. «Servono risposte concrete, quelle legittimanente chieste dai dipendenti», aggiunge Pablo Cartone (Fillea Cgil).  Destinatari del messaggio essenzialmente il patron della Overmarine di Viareggio, Giuseppe Balducci, e il curatore fallimentare Federico Galantini. «Il cantiere è fermo - dice Francese - anche se in realtà gli spazi vengono usati da alcune ditte per piccoli lavori. Stiamo organizzando i turni per mantenere un presidio permanente».

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