Il Tirreno

Versilia

Lo Stato vuole indietro soldi dai comunali

Marco Pomella
il municipio di Massarosa e l’ex sindaco Larini
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il municipio di Massarosa e l’ex sindaco Larini

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 MASSAROSA. Qualcuno di loro dovrà rinunciare alla vacanza sognata da tempo, o all'auto nuova. Altri avranno problemi per arrivare in fondo alla rata del mutuo. Questa volta il "pasticcio" realizzato da Larini & co, toglierà il sorriso a diverse persone. Ossia, ai 120 dipendenti del Comune di Massarosa, che rischiano di dover restituire, ciascuno, 5.200 euro.  La questione risale al periodo 2004-2008, quando appunto il Comune era amministrato da Fabrizio Larini.  In sostanza, il Ministero dell'Economia contestò, dopo una verifica degli ispettori, una parte delle somme elargite ai dipendenti, in particolare quelli provenienti dal fondo per l'indennità accessoria.  Metà della storia era già emersa nei mesi scorsi.  E' la parte che riguarda alcuni dirigenti (Guia Amato, Riccardo Palmerini e Piero Lombardi, oggi in pensione). Il Ministero ha, infatti, chiesto loro 70 mila euro di stipendo percepito, ma, a loro avviso, non dovuto; ognuno di loro dovrebbe restituire 22.966 euro.  Ma l'altra metà del contenzioso, tra Ministero e Comune, riguarda proprio i dipendenti.  Anche in questo caso, da Roma chiedono indietro la bellezza di 630.565 euro. Che, suddivisi tra i 120 dipendenti dell'ente, fanno 5.200 euro a testa.  Se per la questione che riguarda i dirigenti il Comune ha abbassato la testa e ammesso l'errore (della precedente amministrazione), così non è per la parte che riguarda i dipendenti. Da mesi, infatti, va avanti lo scambio di carteggio (osservazioni, deduzioni, argomentazioni e controdeduzioni) tra Massarosa e il Ministero. Il Comune, in sostanza, si sta facendo in quattro per dimostrare che, seppure i fondi erogati sono stati tecnicamente inseriti in fondi di bilancio errati, i soldi dati ai dipendenti spettavano loro effettivamente. Qualche esempio? Con quei soldi, che ora Roma rivuole indietro, sono state pagate le ore di straordinario per gli agenti della Polizia municipale.  Al momento, siamo fermi alla fase in cui il Comune, che ha ricalcolato tutte le cifre degli anni passati, ha inviato un'ultima lettera di controdeduzioni al Ministero. Se però da Roma rimarranno fermi nelle loro posizioni, la questione passerà alla Corte dei Conti; ossia, si dovrà pagare.  Resta però ancora un dubbio. Che ci esprimono, con parole simili, sia il direttore generale Luca Canessa che il vicesindaco Adolfo Del Soldato. «Il punto è: chi ha sbagliato? I dipendenti che hanno lavorato ore in più, come è stato loro chiesto? Oppure, chi ha chiesto loro di lavorare quelle ore in più?».  Che, in altre parole, vorrebbe dire: siamo sicuri che a pagare debbano essere i dipendenti e non chi, in quegli anni, amministrava l'ente pubblico, ossia il sindaco Fabrizio Larini?

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