Il dolore
Don DAtri ha chiesto chiarimenti ai vigili
Fa discutere il San Biagio sponsor di pizza e birra
Luca Basile
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PIETRASANTA.L'immagine del Santo, e che Santo, visto che parliamo di San Biagio, con in mano una birra ed una pizza, a qualche fedele non era andata giù fin dal primo giorno. Da quando, per intendersi, la figura stilizzata in questione aveva fatto mostra di sé all'ingresso del pub, ristorante e pizzeria, che si affaccia su piazzetta Crispi. Un locale, che ovviamente, visto il notevole richiamo, non poteva che chiamarsi San Biagio, nato sulle ceneri de L'Antonio e diventato, nel breve volgere di qualche settimana, crocevia per molti giovani. In poche parole, ai devoti in transito dalle parti della piazzetta, in discreto numero per la verità, quell'immagine "strumentalizzata" a fini commerciali non ha fatto piacere. Da qui, il coinvolgimento del Proposto, Monsignor Stefano D'Atri, ed una conseguente segnalazione, sempre da Don Stefano, alla Polizia Municipale, dal tenore, «ma vi sembra proprio il caso, che San Biagio venga presentato in questo modo?». La querelle va, quindi, avanti da qualche settimana; da una parte alcuni pietrasantini che puntano l'indice contro la figura del Santo simboleggiato con il suo boccale di birra in mano, e dall'altra i diretti interessati, per intendersi i gestori, che fra lo stupito e il perplesso, prendono nota dell'irritazione, più o meno, diffusa fra i credenti. «Potrei dire - precisa Antonio Cascone, uno dei referenti dell'attività di piazzetta Crispi - che in vendita ci sono birre che propongono etichette con su impresse le immagini di Santi, priori e uomini di chiesa. Birre, che sono in commercio da 200 anni, e che probabilmente, come primi produttori, hanno avuto proprio gli stessi religiosi». «Premesso questo - prosegue Antonio Cascone - posso comprendere, da credente quale sono, l'amarezza di chi va in chiesa nel vedere San Biagio presentato in questo modo. Del resto, quando i soci sono più di uno, come nel nostro caso, ci sta che devi prendere atto della decisione presa da altri». Ed Antonio Cascone del San Biagio, avanza anche una doverosa precisazione. «Però, su un punto dobbiamo essere chiari - chiarisce Antonio Cascone - non c'era e non c'è alcuna intenzione, da parte di tutti noi, di offendere i Santi e la sensibilità altrui. Ma figuriamoci. Anzi, dico di più. La nostra idea è, infatti, quella di cambiare proprio il nome al locale, di cancellare il richiamo al San Biagio e quindi di ricorrere ad un'altra immagine all'ingresso. Ne stiamo parlando. E poi, come si dice, meglio lasciarli perdere i Santi per poi chiamarli in causa per altri motivi, sicuramente più seri». In fondo, San Biagio del locale in suo nome può anche fare a meno; basta e avanza, da vera icona cittadina quale è, la fiera annuale a lui dedicata.
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