Il dolore
Strage, erogati metà dei fondi
Donatella Francesconi
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Alessandra Biancalana Sono quelli della legge-Viareggio che prevede elargizioni a familiari e feriti
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VIAREGGIO. Tre nuove pratiche di richiesta di elargizione per altrettanti familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009 ed un totale di 700mila euro. Sono quelle arrivate dal Comune in Regione, come da annuncio del sindaco Lunardini alla vigilia di Pasqua. Sono quelle relative a Noureddine Boumalef (240mila euro), Moussafar Rachid (240mila euro) e Ana Habic (220mila euro), tutti morti nella strage di via Ponchielli. Vediamo di ricapitolare a che punto sono arrivate le elargizioni, per il cui "saldo" il commissario straordinario Enrico Rossi ha girato al comune 8 dei 10 milioni a disposizione con un atto del dicembre scorso (ordinanza 32). Ecco a che punto siamo. Al momento al commissario sono stati presentati mandati di pagamento per 13 vittime sui 24 aventi diritto e per 5 feriti gravissimi sui sei censiti. Per un totale di 3 milioni e 895mila euro degli otto ricevuti. Ai quali si vanno ad aggiungere i 700mila euro delle nuove pratiche inviate in Regione. Il resto delle richieste, pur presentate agli uffici comunali dagli interessari, è fermo. In un paio di casi (le due vittime originarie dell'Ecuador) per un problema di traduzione di certificati, ma per tutti gli altri - compresa Ibi Ayad - perché il sindaco Lunardini ha intenzione di chiedere al commissario anche una parte di elargizioni che la legge non consente. In questi casi, insomma, il primo cittadino ha scelto di tenere ferma l'elargizione per capire se riesce a "spuntare" quello che non potrà. Come sarà possibile, infatti, liquidare ad Ibi Ayad anche i fratellini morti ma non a carico della ragazza come prevede invece la legge? Ed inoltre: ha veramente senso aprire un fronte di richieste nel momento in cui la politica, che pure si era presa impegni precisi a partire proprio dal commissario Rossi, non è riuscita a sciogliere il nodo più grande, quello di un riconoscimento ad Alessandra Biancalana, convivente di Antonio Farnocchia e madre della loro bambina? Senza contare quelle vittime che non hanno parenti in viat che rientrano nella legge e lasciano, dunque, familiari cui niente spetterà (è il caso delle sorelle Mazzoni, per esempio). Intanto, nelle casse del Comune restano - ad oggi - poco meno di tre milioni e mezzo. Che rischiano di essere erogati ai richiedenti con molto ritardo rispetto alla domanda presentata agli uffici competenti. La cui coordinatrice, la segretaria generale del Comune, Rosa Priore tanto solerte è stata - nel caso di Alessandra Biancalana - nel mettere nero su bianco il diniego alla richiesta. Proprio in nome della celerità della risposta dovuta per legge.
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