Il Tirreno

Versilia

Folla e commozione ai funerali celebrati dall’arcivescovo

Lacrime per l'ultimo saluto a Don Angelo Bevilacqua

Don Angelo Bevilacqua (FotoMania)
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Don Angelo Bevilacqua (FotoMania)

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 CAMAIORE. In questa occasione ha vacillato anche il "suo" coro, tra continue lacrime e qualche singhiozzo. Ma questa volta, ne siamo certi, anche don Angelo sarebbe stato comprensivo. Del resto, cantare il salmo scelto da lui stesso, quello che recita "Sei tu, Signore, l'unico mio bene", per la sua cerimonia funebre, non era facile. Eppure, gli uomini, le donne e i ragazzi del coro Gasparini sono rimasti per tutta la messa fermi ai loro posti, per dare l'ultimo saluto al loro don Angelo, e per cantare ancora una volta, come lui aveva loro insegnato, i messaggi di fede cristiana.  Una folla numerosa e silenziosa ha partecipato alle esequie di don Angelo Bevilacqua, morto a 83 anni, la notte di Pasqua. Un silenzio irreale per l'intera città, rotto solo dalle campane suonate a lutto, ha accompagnato il corteo funebre, partito dalla chiesa della Misericordia; persino i bambini, in piazza, giocavano senza far rumore. Dentro, nella chiesa della Collegiata, tutta la città, stipata all'inverosimile, con in testa il sindaco Giampaolo Bertola e gran parte degli amministratori di Camaiore. Una messa officiata da don Italo Castellani, che ha sottolineato la vicinanza della comunità verso don Angelo e la sua famiglia.  «Il salmo che ha scelto per la sua messa funebre - ha detto il Vescovo di Lucca - racchiude il testamento di don Angelo. Il Signore è il mio unico bene, la sintesi della sua fede, della sua vocazione, del suo ministero e del canto liturgico. Un messaggio bello ed essenziale che dobbiamo fare nostro». M.P.

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