Attenzione
Assalto all'auto, commesse rapinate
Matteo Tuccini
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BOUTIQUE. Il negozio di Intimissimi in Passeggiata vittima della rapina Terrore in Passeggiata: spaccano il vetro con la pistola e rubano l'incasso di 14mila euro
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VIAREGGIO. Un colpo tremendo, il rumore di un tuono. I vetri si fracassano e schizzano da tutte le parti, anche addosso alla ragazza che guida. Sembra un incidente, ma non lo è. Una mano regge la pistola usata come un maglio, l'altra entra dentro l'auto per frugare, mentre le due giovani a bordo assistono con terrore. Il malvivente arraffa l'incasso del fine settimana del negozio, ben 14mila euro. Ruba persino alcuni articoli, nel borsone. Poi scappa sul motorino guidato da un complice. Una Pasquetta di terrore, per due commesse della boutique di Intimissimi in Passeggiata. Ieri mattina, a 12 ore dal fatto, le ragazze erano ancora sotto choc e a stento sono riuscite a raccontare quegli attimi che difficilmente dimenticheranno. Per modalità e tempi la rapina che hanno subito, in orario relativamente tranquillo (le 22) e a pochi metri dal negozio - l'auto era parcheggiata in via Da Vinci - lascia un'alone di inquietudine sul salotto buono della città. Dal loro racconto, inoltre, è emerso un particolare: «Abbiamo chiesto aiuto, ma nessuno tra i tanti che stavano passando di lì è venuto in nostro soccorso». Sull'episodio, dopo la denuncia, indagano i carabinieri. I militari sono convinti che gli autori siano gli stessi della rapina alla Conad e che si tratti di viareggini. Pedinate da ore. Non è la prima volta che le commesse di un esercizio della Passeggiata vengono prese di mira dai delinquenti. Il sistema è abbastanza chiaro: osservazione e pedinamento. Stando al racconto delle ragazze, che dopo il fatto hanno parlato anche con alcuni passanti, il motorino con a bordo le due persone sospette stava girando in zona da almeno un'ora. Forse di più. L'obiettivo dei rapinatori, naturalmente, è sorprendere le vittime mentre si dirigono verso l'auto con l'incasso. In questo caso, il bottino è ancora più ghiotto perché con tre giorni di festa - e le banche chiuse - la borsa è sicuramente più piena del solito. Intorno alle 22, dopo aver chiuso la boutique, le due ragazze fanno il breve tragitto da Intimissimi alla loro auto, parcheggiata nella vicina via Da Vinci, quasi all'angolo con via Buonarroti. Il parcheggio è a lisca di pesce, quindi una delle due, come si dice in questi casi, "fa manovra" all'amica che è al volante. Poi sale a bordo. E fa appena in tempo a dirle: «Occhio che c'è un motorino». Lo scooter che si avvicina è proprio quello dei rapinatori. Uno dei due sfonda il vetro posteriore dell'auto con il calcio di una pistola. La ragazza che guida sente la botta e crede di aver travolto qualcuno, si spaventa: «Ma che è successo...». Poi capisce. Il rapinatore le getta quasi i vetri frantumati addosso, prende il borsone con alcuni articoli e l'incasso. Scappa in sella allo scooter guidato dal complice. Entrambi i malviventi, ovviamente, hanno il casco, quindi non è possibile vederli in volto. Le ragazze gridano, chiedono aiuto. Una di loro è ferita dai cristalli dei vetri. Secondo una prima versione, nonostante ci sia molta gente in quel momento in zona nessuno si fa avanti per aiutarle. Vengono chiamati i carabinieri, che raccolgono le loro dichiarazioni. Ora è caccia ai rapinatori. Mentre torna il dibattito sulla sicurezza della Passeggiata. E sulla pericolosità del tragitto tra il negozio e l'auto, che alcuni commercianti vorrebbero più breve. Un dibattito a cui le commesse non sembrano voler partecipare. Loro preferiscono dimenticare.
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