Il Tirreno

Versilia

«Puzza, facciamo il punto»

Donatella Francesconi
Un’immagine dell’impianto Sea alla Morina
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Un’immagine dell’impianto Sea alla Morina

La richiesta del sindaco Lunardini in vista dell'estate

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VIAREGGIO. Puzza o non puzza, questo il dilemma in vista dell'estate. Dopo qualche settimana di tregua, l'odore naueabondo è tornato a farsi sentire nei giorni precedenti alla Pasqua. A metà marzo Sea risorse, proprietaria dell'impianto alla Morina, è tornata a respingere le accuse di essere l'origine della puzza. «Non possono essere attribuite - scrive al sindaco l'amministratore delegato di Sea risorse, Francesco Garruto - emissioni di maleodoranze alle lavorazioni esercitate alla Morina». Se, infatti, così fosse nel periodo precendente alla comunicazione - particolarmente significativo per incremento dell'attività svolta - l'odore «avrebbe dovuto essere particolarmente intenso di emissioni in conseguenza delle lavorazioni svolte».  In realtà, fino a quella data, le segnalazioni del cattivo odore erano ancora molte. E solo sul finire di marzo il fenomeno si è attenuato.  Sulla vicenda interviene oggi il sindaco Lunardini che ricorda di aver concordato con Sea risorse gli interventi necessari sull'area della Morina, individuata da Arpat come causa della maleodoranza: «Interventi che andavano dal potenziamento del biofiltro - scrive il sindaco - all'istallazione di ulteriori filtri e pulizia dell'aria negli ambienti e di nuovi e più consoni strumenti di produzione che, con nuovi meccanismi di lavorazione, consentissero la riduzione della massa preposta al compostaggio evitando così il permanere in sedi dei materiali per i lunghi periodi necessari al processo di compostaggio».  Data la comunicazione di Sea risorse e viste le nuove segnalazioni della puzza, sia pur limitate nella loro quantità, Lunardini scrive: «Appare opportuna una nuova ed urgente ricognizione da parte degli Enti competenti, Provincia ed Arpat in primis, al fine di una ulteriore verifica sulla origine del fenomeno. Perché beffa e soprattutto immenso danno sarebbe se gli interventi intrapresi avessero magari tamponando solo una delle cause, appunto la Morina, e al primo significativo cariare di umidità, calore eventi, giungesse da altra sede altro nauseabondo e, non esito a definire, inaccettabile odore».  Significativo il messagio arrivato a mezzanotte del 20 aprile dalla signora Barbara che abita in via di Montramito ed è una delle "sentinelle" che segnala al "Tirreno" la presenza del terribile odore: «Il puzzo è insopportabile. Io non so cosa lo determina, ma sembra che questi signori che si occupano di questi compostaggi ad un certo punto aprano qualcosa o rimuovano questa roba che sprigiona questo fetore. Ma non si credano che se lo fanno di notte la gente non se ne accorge, Non siamo idioti...». La sera del giorno successivo, l'odore terribile era di nuovo arrivato fino al Campo d'Aviazione.  Allora la domanda è inevitabile: a che punto è lo studio che la Provincia, d'intesta con tutti gli altri enti, ha deciso di commissionare? I tempi della poliitca (vedi elezioni) non condizionino - è la richiesta dei cittadini - la ricerca della verità.

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