Italia
IL RICORDO
«Per noi del coro don Angelo era come un secondo papà»
Marco Pomella
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CAMAIORE. Buono e amorevole, come solo un papà sa essere, nelle questioni personali. Fermo e intransigente, come a volte un padre deve essere, sulle questioni musicali. Chi ha avuto la fortuna di conoscere don Angelo, soprattutto i suoi coristi, non ha dubbi: «Per noi era come un secondo papà». Sandra Pellegrini fa parte della corale di Camaiore, e ne fa parte fin da quando era bambina, da quando don Angelo insegnava a Torre del Lago. Per lei, come per i suoi colleghi musicisti, il dolore è tanto. «Per noi era come un papà. Potevi far affidamento su don Angelo - dice Sandra Pellegrini - per qualsiasi problema, famigliare o personale, era un punto di riferimento costante». Il ricordo che ne rimane è di una persona buona, dolce, ma allo stesso tempo rigido su alcune questioni. «Si lamentava molto - dice Sandra Pellegrini - quando ci facevamo trovare presenti al concerto, ma avevamo disertato la messa. Ci ricordava che nel nostro statuto la musica è a scopo liturgico». Don Angelo si mostrata intransigente anche per la sua missione nel coro. «Era perfezionista, e allo stesso tempo un gran ricercatore. Aveva appassionato tutti noi ai grandi musicisti del passato di Camaiore, molto spesso dimenticati, come Gasparini, Santucci o Ferrari. Passava ore e ore davanti al suo computer, a cercare documenti andati persi. E spesso si recava personalmente negli archivi storici delle grandi città a fare ricerca di manoscritti». Per tutta Camaiore don Angelo era un rifugio sicuro. «Sapeva creare gruppo. Per lui la musica era tanto. E ci teneva molto al fatto che noi coristi rimanessimo uniti, non solo dal punto di vista professionale. Organizzava diverse gite. Con lui abbiamo girato mezza Italia e diversi paesi esteri. La prossima settimana avevamo in programma una gita a Torino». Negli ultimi tempi don Angelo era stanco e affaticato. Ma non aveva comunque voluto mancare alle celebrazioni degli ultimi giorni prima di Pasqua, le messe di giovedì e di venerdì santo in particolare. Negli ultimi tempi aveva problemi con la vista. Ma lo spirito non gli mancava. «All'ultima messa gli ho portato il leggio - racconta Sandra Pellegrini - e lui, per il qulae la musica è stata tutta la vita, mi ha chiesto: "ma perchè, oggi eseguite qualcosa di più difficile del solito?". Ci mancherà, ci mancherà davvero tanto».
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