Il Tirreno

Versilia

Red Canzian, musicista dei Pooh alla kermesse ultra vegetariana

Ecco perché sono vegano

Marco Pomella
Red Canzian della mitica band dei Pooh
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Red Canzian della mitica band dei Pooh

«Piatti semplici come quelli delle nostre nonne»

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 CAPEZZANO. «Le rosole, i petali ancora chiusi di papavero, sbollentate e ripassate in padella. O il fiore non ancora schiuso dei "soffioni", bolliti, e ottimi per depurarsi dai grassi in eccesso». Ad illustrare queste ricette, davanti a qualche centinaia di fan accalcati in una sala di Villa Le Pianore, è stato Red Canzian dei Pooh. Testimonial d'eccezione della kermesse tutta dedicata al mondo vegan ospitata a Capezzano. Canzian da anni è vegano. Ossia: non mangia carne, non mangia uova o formaggio, ma non indossa neanche pelle o lana. Insomma rifiuta tutto quello che prevede (o non esclude) lo sfruttamento degli animali. Ma la sua è anche una scelta dettata da salute e buon senso. «Essere vegani - ha detto - vuol dire avere consepevolezza di sapere quel che si mangia. Ma è anche la riscoperta di piatti semplici ma antichi, come quelli preparati dalle nostre nonne con le erbe dei campi, piatti gustosi e sani. Nel mondo siamo ancora pochi, ma se i vegani fossero di più sarebbe sicuramente un mondo migliore».  Red Canzian si è offerto per lungo tempo alle domande dei suoi fan, ma anche ai curiosi della filosofia vegan. Poi ha dato il suo assenso ad una richiesta degli organizzatori: presterà il suo nome e la sua figura per una prossima campagna contro lo sfruttamento di animali (la PeTa, la stessa che qualche tempo fa fece il suo collega Paul McCartney). Ed ha ricevuto il premio Vegan Ok, realizzato in cartapesta.  Ma i vegani non sono così pochi. Almeno a vedere l'alto afflusso di persone che in questi quattro giorni (la kermesse chiudeva ieri) hanno visitato i tanti stand e iniziative presenti dentro e fuori Villa Cavanis. Tanti curiosi, ma anche tanti appassionati provenienti dalle più disparate regioni d'Italia. Dagli stand di libri di ricette alle magliette rigorosamente realizzate con fibre vegetali, dallo stand degli Hare Krishna a quelli che coltivano piante di caffè o canapa indiana, dai massaggi rilassanti alla ginnastica yoga. E c'era persino un banchetto del movimento degli uomini casalinghi, a dispensare consigli per il vivere quotidiano. Grande curiosità l'ha creata soprattutto il percorso per barefoot: si cammina scalzi su diversi materiali, cosa che genera sensanzioni piacevoli, a dire dei partecipanti. Non mancavano certo gli stand a difesa degli animali, nè quelli che vendevano accessori e cibo per i nostri amici domestici.  Incredibile anche per gli organizzatori il successo ottenuto dal ristorante vegano. Che per quattro giorni ha visto sempre il tutto esaurito: dietro i fornelli i camaioresi Ideal Party (unici ad avere un catering 100% vegan). Insomma una iniziativa che può dirsi a ben ragione riuscita e che al primo tentativo ha dimostrato di poter attrarre migliaia di turisti e visitatori.

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