Gioco
MOVIMENTO CITTADINI
Baldini: i fondi della legge Viareggio non possono servire a fare cassa
2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. «La normativa prevista dall'art. 195 del Testo unico sugli Enti locali, il Dlgs 267/00, che regola l'utilizzo delle somme vincolate per temporanee necessità di cassa dell'ente pubblico, si applica anche ai fondi stanziati dal Governo attraverso una legge speciale come la "Legge Viareggio"? Il dubbio potrebbe essere estremamente fondato!». Interviene così l'avvocato Massimiliano Baldini, coordinatore del Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago. «Le somme stanziate dal Governo per la strage di Viareggio - continua Baldini - a mio personale avviso, hanno una "ratio" - l'intervento assistenziale e solidaristico "una tantum" a vantaggio delle esigenze personalissime e vitali dei danneggiati - che è radicalmente diversa rispetto alle somme economiche alle quali si riferisce l'articolo 195 del Testo Unico e che rientra nell'ambito della gestione ordinaria e quotidiana degli enti pubblici. Se questa tesi fosse confermata, l'amministrazione Lunardini non avrebbe titolo a movimentare "la cassa" a mezzo dei soldi della strage e se l'avesse fatto potrebbe incorrere in gravi responsabilità». In questo senso, «sarà interessante verificare non solo se ciò è avvenuto ma anche in che limiti l'utilizzo delle somme, seppur a titolo di mera cassa, va ad incidere sugli equilibri di bilancio del Comune. È evidente, infatti, che quelle somme, se utilizzate dal Comune, hanno rappresentato una modalità estemporanea, certamente non prevista nè prevededibile e potenzialmente illegittima, per ridurre eventuali disavanzi economici che avrebbero potuto avere delle conseguenze anche sotto il profilo del patto di stabilità e del margine di manovra degli amministratori nel corso della gestione ordinaria. Insomma, il Comune, mentre attende di distribuire i soldi agli aventi diritto, potrebbe avere avuto interesse (fortemente discutibile) a coprire le sue esigenze di cassa con i quattrini aventi ben diversa finalità, riuscendo, magari, ad evitare lo sforamento del patto di stabilità. E, allora: l'amministrazione si è premurata di avere un parere tecnico qualificato? La Corte dei Conti è interessabile preventivamente? Ed il Commissario straordinario che ne pensa?».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google