Il Tirreno

Versilia

«Villa comprata coi soldi delle armi»

Matteo Tuccini
<b>LA VILLA.</b> L&#146;abitazione da 400 metri quadri finita nel mirino degli investigatori
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LA VILLA. L’abitazione da 400 metri quadri finita nel mirino degli investigatori

Sequestrati case e un bar a Quiesa: «Pagati con i kalashnikov della Libia»

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 QUIESA. La guerra in Libia non è poi così lontana come si crede. Sono stati forse dei kalashnikov venduti al governo di Gheddafi ad aver consentito l'acquisto di una villa, un bar e due appartamenti a Quiesa da parte della moglie di un trafficante d'armi.  Un milione e mezzo di euro, secondo la Guardia di finanza, sarebbe stato l'investimento necessario a Maureen Ononie, 45 anni, cittadina italiana di origine africana sposata con Ermete Moretti, 59, per diventare proprietaria di una splendida abitazione a due piani da 400 metri quadrati e di un complesso con fondo commerciale - usato appunto come sede del bar Maureen - due appartamenti, un'autorimessa e un terreno. Tutti sequestrati con un provvedimento del tribunale di Lucca.  Il flusso di soldi. Da dove proveniva questo denaro? Da una società di Malta, che - a detta degli inquirenti - avrebbe fatto arrivare sul conto corrente della donna quattrini provenienti dalla vendita di armi e munizioni.  Tutto è partito dagli accertamenti sui flussi finanziari di Moretti, marito della Ononie. L'uomo, circa un anno fa, ha patteggiato 4 anni di carcere dopo un'inchiesta avviata nel 2007 dalla direzione distrettuale antimafia di Perugia, che lo ha accusato di traffico internazionale di armi da guerra di origine russa e cinese, destinate appunto in Libia, oltre che di corruzione di alti funzionari del ministero della Difesa di Tripoli. Gli investigatori del nucleo di polizia tributaria di Lucca hanno avviato una serie di verifiche sulla posizione fiscale della moglie, che - in base a quanto affermato dalle Fiamme gialle - facevano emergere sproporzioni tra il reddito dichiarato e le operazioni immobiliari che venivano fatte.  Il sequestro. Gli immobili di Quiesa sono stati sottoposti a sequestro preventivo da parte del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lucca, come richiesto dalla polizia giudiziaria. Il tribunale, inoltre, ha nominato un amministratore per gestire i proventi (affitti, soprattutto) del bar, che resterà aperto, e degli appartamenti dove vivono degli inquilini. Persone che, ovviamente, non hanno nulla a che vedere con la vicenda. In pratica, il provvedimento del gip punta a togliere dalla disponibilità della donna immobili che considera frutto di un'operazione di riciclaggio.  La vicenda del 2007. Il nome di Ermete Moretti è balzato alle cronache circa 4 anni fa, quando venne arrestato dai carabinieri di Terni assieme ad altre tre persone per un super affare da 65 milioni di euro. Pare che l'uomo stesse cercando di vendere un autentico arsenale a Libia e Iraq: 500mila kalashnikov e 10 milioni di munizioni al governo di Tripoli e 105mila mitragliatori a un emissario del governo di Baghdad. Tutto questo senza le necessarie autorizzazioni del ministero della Difesa. Moretti, inoltre, avrebbe versato 250mila euro a un colonnello dell'esercito libico e a un ingegnere per avere informazioni riservate sugli appalti per le forniture militari.  

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