La manifestazione
«Stanno facendo a pezzi Chirurgia»
◗
Lospedale Versilia rischia di perdere i pezzi L'allarme della Uil medici: il direttore Sassoli ne renda conto ai cittadini
3 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Uil medici sul piede di guerra «nei confronti di un'amministrazione che porta avanti in modo unilaterale e arbitrario il progetto di riorganizzazione della Chirurgia generale dell'ospedale Versilia». O meglio delle due unità operative di chirurgia, come spiega una nota del sindacato: «La "Chirurgia I", diretta dal dottor Arganini e la "Chirurgia II" diretta dal dottor Nocentini sono state oggetto, il 7 aprile scorso, di un confronto tra questa organizzazione sindacale ed i vertici della direzione dell'Asl versiliese. Confronto che però ha lasciato le parti nelle loro rispettive posizioni nonostante siano state evidenziate importanti criticità e l'incapacità comunicativa e organizzativa del Capo area (4 disposizioni datate 31 marzo per lo stesso problema). Sta di fatto che l'Azienda ha imposto alla chirurgia diretta dal dottor Nocentini una riduzione del 50% di personale con conseguente riduzione della sua attività operatoria ordinaria, la proibizione di portare avanti l'attività di urgenza, e per di più l'obbligo per i soli tre medici rimasti di prestare anche servizio di guardia (notte e festivi) e di reperibilità alla "Chirurgia I"». Tutto questo - continua la Uil medici - «comporterà non solo una impossibilità per il dottor Nocentini di svolgere appieno la propria attività ordinaria nella quale viene ingiustamente confinato, ma anche di portare avanti gli obiettivi che quattro anni fa gli sono stati assegnati da chi oggi, il direttore Sassoli, gli modifica unilateralmente gli obiettivi del contratto di lavoro. E allora Uilfpl medici ha invitato la direzione aziendale a non prendere decisioni affrettate e a dichiarare apertamente alle organizzazioni sindacali e alla cittadinanza i criteri che ha seguito nella ridefinizione dei ruoli delle due chirurgie». I medici ed i loro sindacalisti chiedono «massima trasparenza e di riportare anche sul sito aziendale delibere e motivazioni di una così sbilanciata scelta organizzativa ricordando alla direzione aziendale che oltre ad essere pagata dal cittadino stesso ha l'obbligo di agire con criteri di equità e trasparenza. Proprio questi due aspetti ci destano preoccupazione perché anche dal colloquio del 7 aprile non ci sono state fornite assicurazioni valide. Ancora oggi ci domandiamo: perché deve essere "penalizzata" una sola chirurgia? Ci sono stati risultati negativi che sono stati nascosti all'interessato? È forse venuto meno l'impegno contrattuale? È venuta meno la presenza fisica del direttore nei momenti di criticità? Sono forse troppe due unità di Chirurgia istituite non meno di 4 anni fa? C'è troppa competizione?». Queste ed altre domande - conclude la nota - «dovranno prima o poi trovare una chiara risposta da parte dell'azienda». Per cui «si sollecita ancora il direttore generale affinchè renda il proprio operato trasparente ed equo in considerazione del fatto che lui stesso non deve rispondere solo ad un assessore regionale, ma soprattutto ai cittadini versiliesi e ai rappresentanti della amministrazioni locali. La UilFpl medici non starà certamente a guardare passivamente l'evolversi della vicenda, ma avanzerà tutte le istanze di sua competenza affinchè non si calpestino le norme contrattuali che sono attualmente messe a dura prova da un modo autarchico di gestire un'azienda sanitaria».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
