Il Tirreno

Versilia

Il Centro congressi vale 8 milioni

Donatella Francesconi
<b>UN PEZZO DI STORIA.</b> Il Centro congressi Principe di Piemonte
◗
UN PEZZO DI STORIA. Il Centro congressi Principe di Piemonte

Le relazioni tecniche in vista delle scelte dell'amministrazione comunale

2 MINUTI DI LETTURA





 VIAREGGIO. Se ne sta lì dal 1938 ed è uno dei simboli della città. Quando nacque, dalla matita dell'ingegnere Giuseppe De Micheli, si chiamava "Bagno Select" ed era la struttura che sarebbe servita a completare il Grand Hotel Principe di Piemonte, suo dirimpettaio. Oggi, che da tempo si chiama solo Centro congressi e per tutti è il "Principino", struttura e stabilimento balneare rischiano di passare in mani private. Magari per tornare ad essere ciò che De Micheli aveva sognato.  Vendere o non vendere, questo il dilemma dell'amministrazione Lunardini. Che sembrava decisa a fare il grande passo, ma oggi non lo sa più. Intanto, però, deve andare avanti il progetto di ritorno alla "Viareggio Versilia congressi" (società in liquidazione) di immobile e concessione demaniale oggi nelle mani della Viareggio Patrimonio cui le aveva passate l'amministrazione Marcucci. Il ramo d'azienda da conferire (questo il termine tecnico del passaggio di mano) è così composto: l'intero complesso immobiliare "Principe di Piemonte" con una superificie di 3.700 metri quadrati; la concessione demaniale marittima relativa alla gestione dello stabilimento balneare; tutte le attrezzature facenti parte dello stabilimento; i debiti verso la Cassa di risparmio di Lucca; tutti i rapporti giuridici attivi e passivi connessi allo stabilimento balneare da conferire. Non sono compresi - si legge nella relazione - «i rapporti di lavoro dipendente».  Perché ciò sia possibile, ecco depositate le perizie, immobiliare ed economica, dell'ingegnere Rodolfo Lelli e del professore Giulio Andreani. In base alle quali il complesso aziendale Centro congressi nel suo insieme non può avere un valore inferiore agli otto milioni di euro.  Alla stima concorrono molti fattori, non ultimo il mutuo che l'amministrazione Marcucci accese per l'acquisto della concessione demaniale: un debito verso la Cassa di risparmio di Lucca che ammonta a 3 milioni e 595mila euro.  Il metodo di valutazione scelto dal professor Giulio Andreani - si legge nella relazione - è del tipo «misto patrimoniale-reddituale, nella versione della "capitalizzazione limitata del sovrareddito"».  Nella relazione si trova un'accurata descrizioni dei ricavi portati all'azienda dall'attività di gestione dello stabilimento balneare e quantificati in 390mila euro netti l'anno. Non ci sono, invece, i conti relativi all'attività congressisitica. Pure presa in considerazione «in quanto contribuisce alla determinazione del valore patrimonio netto rettificato».  A perizie depositate, rimane da capire cosa fare. Tre le ipotesi sul tavolo, al momento: mantenere Centro congressi e relativo stabilimento in mani pubbliche, sapendo che è necessario un investimento di 3 milioni per la ristrutturazione; vendere ai privati, con la clausola 80% subito e 20% a progetto ultimato; scegliere una gestione pubblico-privato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web