Il dolore
Pucciniano in zona salvezza
Donatella Francesconi
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Il pubblico della stagione lirica in riva al lago Un mese appena per fare i conti degli interventi economici a sostegno
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TORRE DEL LAGO. Aria di bufera, al Festival pucciniano. Con il presidente Spadaccini ad un "pelo" dalle dimissioni - ieri mattina - dopo le contestazioni di un paio di consiglieri di indirizzo in quota Pdl. Che lo hanno quasi indotto a lasciare il Municipio. Recuperato lungo le scale dall'assessore alla cultura, Ciro Costagliola, Spadaccini ha mostrato un umore decisamente "nero" e serie intenzioni di porre al sindaco la questione del comportamento dei consiglieri che gli hanno contestato poca informazione, in questo caso, sulla convocazione dell'appuntamento con la stampa. Il nervosismo di Spadaccini è di gran lunga giustificato: la "giostra" sulla quale il sindaco gli ha chiesto di salire rischia di trasformarsi in un frullatore. Pronto a triturare una figura che la propria vita privata e politica ha visto legata alla manifestazione. Il presidente avrebbe chiuso, in queste ore, la trattativa con il Monte dei Paschi per la revisione delle condizioni del mutuo per l'acquisto del teatro ed avrebbe portato a "casa" la disponibilità della Cassa di risparmio di Lucca per un mutuo da un milioni di euro che consentirebbe alla Fondazione di effettuare quei pagamenti che la espongono a richeiste "radicali", prima o poi. La stessa Regione Toscana avrebbe rassicurato l'organizzazione del Festival Pucciniano, tanto che Spadaccini ha di recente sottolineato la «grande sensibilità» riscontrata nel presidente Enrico Rossi. Mentre Francesca Bardelli, membro del consiglio di amministrazione, conferma: «Ho incontrato di recente l'assessore alla cultura, Scaletti, che mi ha confermato di essersi attivata per il nostro Festival». Certo - sottolinea Bardelli - «va ricordato che anche nell'ultimo consiglio di amministrazione abbiamo sottolineato la necessità che l'amministrazione comunale riequilibri le risorse tra lirica e Carnevale. Attualmente c'è uno squilibrio che noi contestiamo...». I tempi che prendere fiato sono quelli di un mese. Poi la stagione entra nel vivo ed il Festival ha bisogno di serenità. A meno che non si pretenda di far lavorare dipendenti, artisti, e tutto il prezioso mondo che intorno al palcoscenico ruota nel clima rovente degli ultimi mesi. Clima che ha portato a perdere 1 milione e mezzo di euro dal fondo Arcus. Per la serie solo distrazione di ministri di zona con la testa altrove, o un disegno preciso affinché il Festival in riva al lago getti la spugna? Alla domanda serve una risposta urgente, visto che il bando Arcus per il 2011 è in dirittura di pubblicazione.
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