Sicurezza
Le motivazioni sono le stesse da due anni: impresa complessa
Il Procuratore Aldo Cicala chiede la proroga delle indagini
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VIAREGGIO. Il Procuratore capo, Aldo Cicala (nella foto), ha presentato al giudice per le indagini preliminari un'altra richiesta di proroga delle indagini sul disastro ferroviario del 29 giugno 2009. A distanza di due anni (ormai ci siamo...), Cicala spiega che «sussistono obiettive esigenze investigative afferenti la natura, la qualità e la quantità di accertamenti da svolgere, tali da esigere un tempo di espletamento superiore a quello previsto dall'articolo 405 del codice di procedura penale». Le indagini in questione, scrive il Procuratore capo, «comportano verifiche di veramente notevole complessità, in molteplici direzioni e suscettibili di riguardare anche non brevi archi temporali» oltre ad «accertamenti tecnici di grandissimo impegno - non ancora ultimati - ed oggetto anche di richiesta di perizia mediante incidente probatorio». Per non parlare della verifica di «normative in materia di sicurezza di trasporto via ferrovia scaturenti da diverse fonti di produzione» e senza dimenticare le «attività investigative da svolgere anche all'estero». Insomma, tutto il lungo repertorio di "se" e di "ma" che rimbalzano da due anni nelle scarne dichiarazioni della Procura. Oggi preoccupata dagli effetti del "processo breve" sui tempi di un procedimento che appare sempre di più ben lungi da iniziare. D.F.
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