Il Tirreno

Versilia

Coca e bella vita: 5 arresti a Forte

Claudio Vecoli
<b>IL BUTTAFUORI.</b> Rosario Alessandro Garbo, 42 anni
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IL BUTTAFUORI. Rosario Alessandro Garbo, 42 anni

Sgominato dalla Finanza un giro di spaccio in locali notturni e festini nelle ville

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 FORTE. Al cellulare parlavano di baci. O, in alternativa, di cd. Ma, nel loro linguaggio in codice, il riferimento era alle dosi di cocaina da acquistare. «Stasera voglio quattro baci», «Portami due cd per il weekend», sono alcune delle frasi più ricorrenti registrate nel corso delle intercettazioni telefoniche e ambientali. Un tam tam andato avanti per mesi. E che per chi vendeva la droga si era trasformato in un autentico giro d'affari d'oro, con guadagni che superavano anche i duemila euro a settimana. Fino a quando gli uomini della Guardia di Finanza di Viareggio non hanno cominciato ad indagare su una serie di personaggi teoricamente al di sopra di ogni sospetto ma che conducevano uno stile di vita troppo elevato rispetto alle proprie possibilità, concedendosi cene nei più lussuosi ristoranti di Forte e serate senza freni nei locali notturni più à la page di Forte dei Marmi e Marina di Pietrasanta.  A finire nella rete delle fiamme gialle cinque personaggi conosciutissimi nella Versilia «bene»: Dario Tonini, 35 anni, direttore di «Jaggy», prestigioso negozio monomarca di abbigliamento casual nella centralissima via Spinetti con tanto di villa a Forte dei Marmi e Porsche Cayenne a disposizione; Filippo Lari, 37 anni, dipendente di un frequentatissimo bar di Forte dei Marmi; Rosario Alessandro Garbo, 42 anni, pietrasantino, buttafuori di alcune fra le più conosciute discoteche della costa versiliese; Bruno Buratti, 41 anni, seravezzino, dipendente di un'impresa del settore del marmo; Giorgio Conti, 41 anni, massese, anch'egli dipendente della stessa ditta di marmo. Ora rinchiusi nel carcere di San Giorgio a Lucca, tutti e cinque devono rispondere dell'accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.  Sia pure con un ruolo più margine, sono finite nei guai anche altre cinque persone (fra cui anche una donna) di cui però non sono state rese note le generalità e che sono stati denunciati a piede libero: un 38enne fortemarmino gestore di un bar a Marina di Pietrasanta, una 29enne di Lido di Camaiore, un fortamarmino 40enne disoccupato, un 32enne di Seravezza dipendente della società di impianti idraulici di famiglia e un disoccupato 39enne di Carrara.  Come sottolineato dagli stessi finanzieri, tutti i personaggi coinvolti nella vicenda erano frequentatori abituali di Forte e tutti amanti della «bella vita». Tutti favevano parte del medesimo «giro», le cui giornate estive venivano trascorse fra lussuosi stabilimenti balneari di Forte, cene nei ristoranti più esclusivi della costa e dopocena nei locali di maggior richiamo. Spesso la cocaina spacciata finiva poi per essere utilizzata in esclusive ville di Forte dei Marmi dove molti trentenni del posto e rampolli di importanti famiglie in vacanza in Versilia si riunivano per consumarla in compagnia, nel corso di festini che andavano avanti per tutta la notte e spesso si concludevano con fuori programma a base di sesso.  E che la clientela fosse di primissimo piano (sono state segnalate al Prefetto una cinquantina di persone in qualità di assuntori di sostanze stupefacenti) lo dimostra anche il prezzo di vendita della cocaina che andava dagli ottanta ai cento euro al grammo, nettamente superiore a quanto proposto dal mercato.  Dopo quasi un anno di indagini, ieri mattina all'alba sono scattati gli arresti, seguiti anche da quindici perquisizioni domiciliari: fra queste anche una serie di ville a Forte, il negozio di abbigliamento gestito da uno degli arrestati e la ditta di marmo nella quale lavoravano due dei personaggi coinvolti.

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