Il dolore
Per contrasti con il direttore generale
Si dimette il dirigente dei lavori pubblici
Marco Pomella
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MASSAROSA. La sua esperienza a Massarosa è durata poco, 78 giorni per la precisione. Entrato il primo febbraio, abbandona il 19 aprile. È Raffaele Latrofa, dirigente, fino a qualche ora fa, del settore lavori pubblici del Comune di Massarosa. Ha rassegnato le proprie dimissioni, in aperto conflitto con il direttore generale Luca Canessa. «Confermo che gli atti per le dimissioni sono già tutti pronti - ci dice Raffaele Latrofa, raggiunto telefonicamente - e che devo solo protocollarli. Le motivazioni che mi spingono alle dimissioni? Diciamo che la mia idea di organizzazione dell'ufficio non coicideva con quello della direzione». Insomma, il problema è con il direttore Luca Canessa? «Esattamente. Io e il segretario generale abbiamo visioni diverse». Le dimissioni però arrivano a poco più di due mesi dalla sua nomina. Avvenuta sì per concorso pubblico, ma ovviamente solo dopo un colloquio diretto tra il direttore e Latrofa. In due mesi cosa può aver cambiato così radicalmente i rapporti? È quello che chiede ufficialmente il gruppo consiliare del Pdl (Carlo Bigongiari, Fabio Francesconi, Sisto Dati, Lorenzo Ghiara, Franco Simonini). Ieri, infatti, ha presentato un'interrogazione urgente diretta al sindaco Franco Mungai, al presidente del consiglio Riccardo Brocchini e all'assessore ai lavori pubblici Stefano Natali. «Essendo venuti a conoscenza delle dimissioni dell'ingegner Raffaele Latrofa - scrivono - chiediamo al sindaco di relazionare in merito all'accaduto e alle motivazioni che hanno indotto Latrofa a rassegnare le proprie dimissioni, a neache tre mesi di distanza dal suo incarico». Latrofa tornerà, probabilmente, al Comune di Viareggio (dove lavorava dal 1998 come funzionario dei lavori pubblici, incarico, da cui ora è in aspettativa). Insieme a lui, a febbraio, era stata assunta anche Monica Torti, dirigente al settore finanziario, con la quale, invece, Canessa pare non abbia problemi di rapporti. Resterebbero tesi, invece, anche quelli con i dirigenti della "vecchia guardia": Riccardo Palmerini e Guia Amato (ai quali, ricordiamo, l'amministrazione ha chiesto indietro parte consistente degli stipendi degli anni passati).
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