Attenzione
«Negozi e uffici per avere un stazione efficiente»
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STAZIONE. Latrio con la biglietteria chiusa La proposta-progetto che l'amministrazione comunale vuol trattare con le Ferrovie
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PIETRASANTA. Degrado diffuso, sporcizia, scarsa funzionalità. Il ritornello è noto: la stazione ferroviaria di Pietrasanta, biglietto da visita al centro cittadino, è "un piangere". Da anni. Analogo e poco qualificante scenario anche dalle parti del terminal bus. Marciapiedi sporchi e scivolosi, coperture che, in caso di pioggia, vedono le tubature otturarsi per il conseguente black out delle plafoniere, aiuole scarsamente curate, luce del sottopassaggio pedonale che anche la scorsa settimana risultava spenta. «La questione delle competenze sul terminal bus va chiarita. E lo faremo al più presto. Ci sono zone, in questa sede. che riguardano le Ferrovie e altre su cui siamo noi Comune a dovere intervenire. Visto che con l'Ente il confronto è trasparente e all'insegna della cordialità, vedremo di definire il tutto in tempi rapidi» spiega l'assessore Rossano Forassiepi che poi entra nel dettaglio della decadenza, cronica, della stazione. «Di recente abbiamo ottenuto l'uso di un'ampia area, attigua al terminal bus, che abbiamo destinato a parcheggio. Il nostro obiettivo, sempre d'intesa con le Ferrovie, è quello di acquisire la pertinenza d'uso anche dell'altro parcheggio, quello rasente via Caduti del lager Nazisti - reso off-limits alle auto dalle stesse Ferrovie dello Stato, ndr -. In questo contesto di dare e avere e ancora di confronto fra le parti, si innesca tutto un progetto di recupero - prosegue Forassiepi - che interessa della stazione i locali in passato utilizzati come bar e ristorante. Locali da anni completamente abbandonati e che in futuro potrebbero essere dati dalle Ferrovie ai privati, per la realizzazione di negozi e ancora di uffici. Un progetto a largo respiro, certo, anche se le problematiche della stazione - ammette Forassiepi - necessitano di risposte immediate sul fronte dell'accoglienza dei visitatori. E proprio per questo motivo abbiamo un dialogo aperto con le Ferrovie». L.B.
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