Il Tirreno

Versilia

Aste bloccate fino al 2015

Corrado Benzio
Vincenzo Lardinelli presidente del sindacato dei balneari che aderisce alla Confesercenti
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Vincenzo Lardinelli presidente del sindacato dei balneari che aderisce alla Confesercenti

Arriva dalla Puglia una importante sentenza del Tar

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 VIAREGGIO. Niente aste dei bagni fino al 2015. Lo stabilisce una sentenza del Tar della Puglia. O meglio il Tribunale amministrativo regionale di Lecce stabilisce che si possono rinnovare le concessioni demaniali senza fare le gare pubbliche. Una sentenza importantissima che garantisce quella moratoria fino al 31 dicembre 2015 sulle aste pubbliche stabilita da uno dei capitoli del decreto Milleproroghe presentato dal governo Berlusconi e in fase di approvazione alle Camere.  Una sentenza importante e non affatto scontata, ma che non fa esultare i balneari che oggi partecipano al consiglio comunale dei sette municipi versiliesi riuniti all'Una Hotel.  «Non esultiamo - conferma Vincenzo Lardinelli, presidente del sindacato balneari aderenti alla Confesercenti - perchè diamo per scontata la proroga a fine 2015. Ma così non è. Intanto perchè il decreto va convertito in legge e secondo perchè la sentenza del Tar delle Puglie è diametralmente opposta alla sentenza emessa a suo tempo dal Tar della Sardegna, che bloccò un rinnovo di concessione perchè - proprio alla luce della Bolkestein - doveva essere fatta l'asta pubblica».  La materia è complicata perchè di fronte al governo italiano c'è ancora il macigno della procedura d'infrazione della direttiva sulla concorrenza (la Bolkestein, appunto).  «Di fatto la moratoria fino al 2015 - conferma Lardinelli - non è ancora legge perchè potrebbe contrastare con la Bolkestein. Per questo salutiamo con grande favore questo pronunciamento».  Il Tar si era espresso per il ricorso di un hotel di Gallipoli contro il rinnovo della concessione ad un bagno-ristorante dirimpettaio. «L'hotel chiedeva l'asta per partecipare alla concessione - ricorda Lardinelli - ha perso il primo round, ma sembra che farà ricorso al Consiglio di Stato. E lì vedremo se prevarrà l'orientamento della Puglia o quello della Sardegna».  Di fronte a questa gran confusione è arrivato il gran giorno dei consigli comunali aperti. Grandi novità non ci sono rispetto all'adunata e agli ultimi fatti. L'unica vera novità sono le elezioni provinciali alle porte. Ci si aspetta quindi grandi proclami dai candidati - titolari di bagno o meno - e poche proposte.  «Al Governo chiediamo di dare al più presto risposte concrete ai titolari delle centinaia di piccole e medie imprese che gestiscono gli stabilimenti balneari, nella sola Toscana, e che oggi vedono il loro lavoro messo a rischio».  Lo dichiara l'onorevole Raffaella Mariani, deputata e capogruppo Pd in Commissione Ambiente alla Camera.  «Dalla Versilia e dalle sue istituzioni arriva un segnale forte, con la convocazione di una seduta congiunta dei Consigli comunali: ma il rinvio in commissione della legge comunitaria, cancellando le promesse di un intervento rapido, rischia di provocare un caos normativo che potrebbe compromettere investimenti consistenti nel settore turistico».  Le piccole e medie imprese, di cui moltissime a conduzione familiare, che gestiscono gli stabilimenti sulla costa «sono parte essenziale del tessuto produttivo locale e un vero e proprio patrimonio per la nostra economia. Rappresentano una specificità imprenditoriale ed hanno investito, nel corso degli anni, per offrire servizi all'altezza delle aspettative. In questa situazione applicare la direttiva Bolkenstein così com'è significherebbe condannare tanti piccoli imprenditori a vantaggio di pochi grandi gestori in grado di aggiudicarsi le concessioni».  È necessario, sottolinea Mariani «che il Governo stabilisca e porti a buon fine un confronto con la Ue su questo tema rivendicando una specificità italiana, concordando anche eventuali deroghe, pur nel rispetto dei principi della concorrenza e nel riconoscimento del valore delle imprese esistenti. Il passaggio alle Regioni delle competenze sul federalismo demaniale, già avvenuto, sarà anche l'occasione per la definizione dell'aggiornamento dei canoni, un argomento su cui non sono mancate polemiche e su cui occorre valutare con equilibrio gli interessi sia delle imprese che dei cittadini e delle Istituzioni».  Insomma dopo la direttiva Bolkestein (che ora sta picchiando duro sulle aziende vinicole), ora riparte la battaglia con le Regioni sui canoni. Per i bagni non c'è mai tregua.

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