Finanza
Duello rusticano in piazza Dante
Corrado Benzio
Rumeno finito in ospedale per le ferite inferte con una bottiglia rotta
4 MINUTI DI LETTURA
Si sono affrontati a colpi di bottiglia, di fronte ad un locale di piazza Dante. L'ennesimo episodio di violenza in zona stazione si è perpetrato sabato sera a strade ancora frequentate. Protagonisti, come al solito, un gruppo di stranieri (in questo caso comunitari). Sul posto è arrivata subito la polizia con una volante. Uno dei rumeni è finito in ospedale con un referto di 15 giorni per le ferite riportate.
Un altro figlio dell'ex terra dei Daci è stato denunciato per le lesioni. L'aggressione è avvenuta in piazza Dante poco prima delle 22 davanti ad un esercizio commerciale. I due prima hanno cominciato a discutere animatamente, poi a litigare. Non si sa per quale motivo improvvisamente la situazione è degenerata, tanto che uno dei due, dopo avere rotto una bottiglia che aveva in mano si è scagliato violentemente contro il rivale colpendolo più volte al corpo e al volto fuggendo sperando di far perdere le tracce lasciando il connazionale di circa trent'anni in una pozza di sangue.
Per fortuna le ferite provocate erano superficiali tanto che è stato giudicato guaribile, una volta che è stato trasportato con una ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale Versilia, con una prognosi di 15 giorni per trauma cranico non commotivo e ferite lacero contuse al volto. L'aggressore, un giovane di 29 anni, è stato rintracciato dalla polizia, avvertita da un passante, in un appartamento nei pressi della stazione. Anche l'aggressore era ferito, però non ha avuto bisogno di andare in ospedale.
E' stato denunciato per lesioni volontarie aggravate e verrà proposto al Prefetto per l'emissione del decreto di allontanamento dall'Italia. Naturalmente non può essere espulso perchè è cittadino comunitario. La polizia, ripetiamo, non fornisce i motivi della lite. Precedenti. Un episodio minimo, diciamo così, se non fosse che arriva al termine di una lunga settimana dove sono avvenute già due risse, la prima con tanto di accoltellamento, accaduta l'altro giovedì sera in Passeggiata, all'altezza del caffè Margherita. La seconda rissa era avvenuta sabato scorso (il 9 aprile), sempre in Passeggiata, in zona sala giochi. In quella occasione si erano affrontati dei marocchini, quasi sicuramente per motivi legati allo spaccio di droga (fiorente in zona, come sanno tutti i viareggini, tossici o meno).
Ora il terzo episodio di violenza in un'altra zona «franca» della città, l'area della stazione. I viareggini sono veramente gente tranquilla, tollerante, non grida agli immigrati violenti, nè impone più polizia. Ma inizia a porsi il problema della sicurezza in alcune zone della città. Dalla Passeggiata alla pineta di Ponente, dall'area ferroviaria fino ai quartieri periferici. Migliarina. Qui ad esempio l'allarme arriva da un esperto in termini di sicurezza. Si tratta di Giulio Lazzeri, il gatto della Versilia, ex maresciallo dei Carabinieri.
«Era una realtà tranquilla la Migliarina - racconta Lazzeri che da decenni vive con la famiglia nell'ex quartiere dei fiori - ora la situazione è velocemente cambiata: rubano nelle auto, entrano nelle case, ci sono tanti episodi di vandalismo a cose pubbliche e private». Da Lazzeri si potrebbe partire per tracciare un quadro di tutta una città che vede peggiorare la sua sicurezza. Lazzeri era il consulente della sicurezza per il Comune di Viareggio. Come molti ricorderanno ebbe l'incarico di controllare i campi di immigrati messi su dalla giunta Marcucci al parco della Lisca. Quando in Comune si accorsero che quei campi non erano Disneyland, ma un sambodromo della coca (ed altro) chiamarono Lazzeri per vedere di sistemare la cosa. I suoi contratti con amministrazioni e coop sociali sono scaduti a fine 2008.
Con l'insediamento della giunta Lunardini - paradossalmente, visto che il centrodestra dovrebbe avere più a cuore l'ordine e la sicurezza - l'esperienza e l'energia di Lazzeri è stata messa da parte. Due commissariati. Lunardini non resta comunque con le mani in mano. E ha già annunicato che andrà a Roma dal ministro dell'Interno Maroni per chiedere rinforzi per le forze dell'ordine all'avvicinarsi dell'estate. Sarebbe interessante capire dove finiranno quegli (eventuali) rinforzi, visto che la minuscola Versilia è stata divisa in due commissariati. Voluto dal centrodestra, quello di Forte (meno di 8mila residenti in inverno) non ha raddoppiato la sicurezza in Versilia, ma ha solo drenato risorse. Lo dicono (quasi) tutti, ma nessuno ha il coraggio di alzare la voce e ricordarlo. Basti pensare ad una cosa sola: quanti sono gli uffici doppi a Viareggio e Forte - dai passaporti allo stesso centralinista - che tolgono uomini dalla strada e dalle indagini. Insomma sarebbe una beffa che i rinforzi arrivassero sì in Versilia, ma solo dalle parti di Forte dei Marmi. Dove peraltro - e a dispetto del commissariato - non c'è casa o villa che non sia stata visitata in questi anni dai soliti ignoti. (ha collaborato Roy Lepore)
Un altro figlio dell'ex terra dei Daci è stato denunciato per le lesioni. L'aggressione è avvenuta in piazza Dante poco prima delle 22 davanti ad un esercizio commerciale. I due prima hanno cominciato a discutere animatamente, poi a litigare. Non si sa per quale motivo improvvisamente la situazione è degenerata, tanto che uno dei due, dopo avere rotto una bottiglia che aveva in mano si è scagliato violentemente contro il rivale colpendolo più volte al corpo e al volto fuggendo sperando di far perdere le tracce lasciando il connazionale di circa trent'anni in una pozza di sangue.
Per fortuna le ferite provocate erano superficiali tanto che è stato giudicato guaribile, una volta che è stato trasportato con una ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale Versilia, con una prognosi di 15 giorni per trauma cranico non commotivo e ferite lacero contuse al volto. L'aggressore, un giovane di 29 anni, è stato rintracciato dalla polizia, avvertita da un passante, in un appartamento nei pressi della stazione. Anche l'aggressore era ferito, però non ha avuto bisogno di andare in ospedale.
E' stato denunciato per lesioni volontarie aggravate e verrà proposto al Prefetto per l'emissione del decreto di allontanamento dall'Italia. Naturalmente non può essere espulso perchè è cittadino comunitario. La polizia, ripetiamo, non fornisce i motivi della lite. Precedenti. Un episodio minimo, diciamo così, se non fosse che arriva al termine di una lunga settimana dove sono avvenute già due risse, la prima con tanto di accoltellamento, accaduta l'altro giovedì sera in Passeggiata, all'altezza del caffè Margherita. La seconda rissa era avvenuta sabato scorso (il 9 aprile), sempre in Passeggiata, in zona sala giochi. In quella occasione si erano affrontati dei marocchini, quasi sicuramente per motivi legati allo spaccio di droga (fiorente in zona, come sanno tutti i viareggini, tossici o meno).
Ora il terzo episodio di violenza in un'altra zona «franca» della città, l'area della stazione. I viareggini sono veramente gente tranquilla, tollerante, non grida agli immigrati violenti, nè impone più polizia. Ma inizia a porsi il problema della sicurezza in alcune zone della città. Dalla Passeggiata alla pineta di Ponente, dall'area ferroviaria fino ai quartieri periferici. Migliarina. Qui ad esempio l'allarme arriva da un esperto in termini di sicurezza. Si tratta di Giulio Lazzeri, il gatto della Versilia, ex maresciallo dei Carabinieri.
«Era una realtà tranquilla la Migliarina - racconta Lazzeri che da decenni vive con la famiglia nell'ex quartiere dei fiori - ora la situazione è velocemente cambiata: rubano nelle auto, entrano nelle case, ci sono tanti episodi di vandalismo a cose pubbliche e private». Da Lazzeri si potrebbe partire per tracciare un quadro di tutta una città che vede peggiorare la sua sicurezza. Lazzeri era il consulente della sicurezza per il Comune di Viareggio. Come molti ricorderanno ebbe l'incarico di controllare i campi di immigrati messi su dalla giunta Marcucci al parco della Lisca. Quando in Comune si accorsero che quei campi non erano Disneyland, ma un sambodromo della coca (ed altro) chiamarono Lazzeri per vedere di sistemare la cosa. I suoi contratti con amministrazioni e coop sociali sono scaduti a fine 2008.
Con l'insediamento della giunta Lunardini - paradossalmente, visto che il centrodestra dovrebbe avere più a cuore l'ordine e la sicurezza - l'esperienza e l'energia di Lazzeri è stata messa da parte. Due commissariati. Lunardini non resta comunque con le mani in mano. E ha già annunicato che andrà a Roma dal ministro dell'Interno Maroni per chiedere rinforzi per le forze dell'ordine all'avvicinarsi dell'estate. Sarebbe interessante capire dove finiranno quegli (eventuali) rinforzi, visto che la minuscola Versilia è stata divisa in due commissariati. Voluto dal centrodestra, quello di Forte (meno di 8mila residenti in inverno) non ha raddoppiato la sicurezza in Versilia, ma ha solo drenato risorse. Lo dicono (quasi) tutti, ma nessuno ha il coraggio di alzare la voce e ricordarlo. Basti pensare ad una cosa sola: quanti sono gli uffici doppi a Viareggio e Forte - dai passaporti allo stesso centralinista - che tolgono uomini dalla strada e dalle indagini. Insomma sarebbe una beffa che i rinforzi arrivassero sì in Versilia, ma solo dalle parti di Forte dei Marmi. Dove peraltro - e a dispetto del commissariato - non c'è casa o villa che non sia stata visitata in questi anni dai soliti ignoti. (ha collaborato Roy Lepore)
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
