Sicurezza
Lo studio Menocci rinuncia alla consulenza
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PRESIDENTE. Manrico Nicolai presidente della Fondazione Versiliana Versiliana, dopo gli attacchi del Pdl sui presunti legami con Mori
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PIETRASANTA. Interrogazioni consiliari, polemiche politiche, allusioni. E così, alla fine, lo studio commerciale Menocci, consulente di fiducia della Fondazione Versiliana, si è tirato fuori, dicendo basta. E con una lettera, inviata al presidente della stessa Fondazione, Manrico Nicolai, ha motivato la rinuncia all'incarico, assegnato recentemente, «per il clima che si è creato a seguito di questo affidamento professionale. Clima, polemico e pesante, che persiste, nonostante le motivazioni in risposta date dal sottoscritto e la smentita di ogni legame fra Menocci e il vicesindaco Luca Mori (che ha un ufficio nello stesso stabile, ndr)». Dispiace che uno studio di tale valenza e capacità, perché stanco di vedere il proprio nome sui giornali a causa di battaglie politiche, sia costretto a fare marcia indietro. Abbiamo preso atto della richiesta che, come consiglio di gestione, respingiamo. Ci sembra però di capire che Menocci, sulla questione, sia irremovibile. Nel caso saremmo chiamati ad affidarci ad un altro studio commerciale», commenta, amareggiato, Nicolai che punta l'indice contro Alberto Giovannetti, Pdl, e Massimiliano Simoni, Fli. «Dovrebbero informarsi meglio. Una recente sentenza del Tar di Ancona equipara le fondazioni come la Versiliana, a soggetti privati. Ed in quanto tali, là dove non c'è un'evidenza pubblica, non devono indire gare per affidare incarichi, consulenze e credo neppure per la gestione di un bar. E a proposito di bar della Versiliana, al momento non è ancora stato affidato, così smentiamo anche ogni voce al riguardo. Simoni se ne faccia, dunque, una ragione; la Fondazione non verrà chiusa, perché era e resta un soggetto, come detto, privato. E come tale si comporterà di conseguenza». «La verità - chiosa Nicolai - è che al di là delle polemiche di Simoni e Giovannetti, a noi preme il futuro della Versiliana, il suo rilancio; per funzionare veramente dobbiamo però rivedere l'attuale statuto, cosa che il consiglio di gestione, previa condivisione dei soci, Comune e Bcc, ha intenzione di fare. Così come sarebbe opportuno cominciare a razionalizzare le strutture operanti nel campo della cultura; ha senso, ad esempio che ci siano contemporaneamente Fondazione Versiliana e Centro Arti Visive? Una riflessione della politica, in un momento difficile a livello economico, è doverosa». Nel frattempo, arriva una precisazione dall'ex numero uno della stessa Versiliana, Massimiliano Simoni. «Per la nomina del direttore artistico e per l'affidamento delle consulenze, come quelle di natura commerciale, non serve alcuna gara. Queste nomine sono di competenza del presidente, che ha il diritto di scegliere persone di sua fiducia. Poi, ovvio, in ogni dinamica di scelta entrano in ballo altre questioni e quelle sollevate dal capogruppo del Pdl, Alberto Giovannetti, sono condivisibili, quando parla di inopportunità politica di certe decisioni».
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