Sicurezza
Uno yacht per i filantropi Usa
Perini vara Fidelis, 10ª barca della serie dei 56 metri
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VIAREGGIO. Fidelis è un nome importante, particolare. La Virgo Fidelis, ad esempio, è la protettrice dei carabinieri. Fidelis è il nome del 56 che sarà varato oggi da Perini nel cantiere di Viareggio. L'armatore è un famiglia americana, molto ricca e potente. Il nome - sostiene l'ingegner Giancarlò Ragnetti, amministratore delegato del gruppo - non dice niente al pubblico italiano. Ma si tratta di una classica figura di milionario (in dollari) Usa: con fondazioni che si occupano non solo di beneficenza, ma anche di espandere la democrazia nel mondo. Per Perini è un varo importante perchè Fidelis è il 10º yacht della serie da 56 metri, che con questa barca va in pensione (diciamo così. La nuova serie - sia sloop che kecht - sarà di 60 metri e continuerà ad essere costruita fra la Turchia (dove si allestiscono gli scafi) e Viareggio dove vengono terminati gli interni e costruiti gli alberi. «Il momento resta dei meno facili per il settore - conferma Ragnetti - ma Perini e Picchioti con le sue barche a motore continuano a lavorare. A Spezia si sta completando il secondo motoryacht della serie Vitruvius con marchio Picchiotti. Intanto ad Istanbul è in allestimento il 73 metri». Si tratta di numeri importanti per il cantiere viareggino che solo nel sitom produttivo di Viareggio impiega direttamente 180 persone. «Il settore della vela è quello che soffre meno, perchè siamo i leader in un settore che ha pochi concorrenti. Nei motoryacht la concorrenza è comunque più forte». Ma la crisi quando finira? «E chi può saperlo?» risponde Ragnetti. «Anche in questi due ultimi anni ci sono momenti in cui il telefono squilla, abbiamo visite di possibili acquirenti, c'è movimento. Sembra che tutto riparta come prima del 2008, e invece si ricade in un periodo dove i contatti sono limitati». Oggi al varo del Fidelis ci sarà tutta la famiglia dell'armatore, Per l'occasione il catering ha preparato un menù tricolore. Il ketch Fidelis è la 51esima unità della flotta. Il Fidelis, progettato dall'ufficio tecnico e design del Gruppo Perini Navi in collaborazione con il neozelandese Ron Holland, presenta scafo e sovrastruttura in alluminio con dislocamento ottimizzato a 545 tonnellate e stazza di 497 grt. Il piano velico, realizzato dalla Divisione Alberi Perini Navi, è concepito a ketch ed è in grado di sviluppare una superficie velica totale di circa 1.500 metri quadrati. Gli alberi di maestra e di mezzana in alluminio hanno un'altezza rispettivamente di 58,37 e 47,97 metri, mentre i boma con avvolgitori interni sono realizzati in carbonio. Il design dell'imbarcazione si distingue per l'ampiezza degli spazi destinati alla vivibilità esterna, attraverso un doppio pozzetto - di poppa e di prua - che consente agli ospiti di godere di generosi spazi all'aperto all'insegna del benessere e del massimo confort. Il pozzetto di prua si sviluppa intorno all'albero di maestra e accoglie 2 divani a L, serviti da 2 tavolini rimovibili, capaci di accogliere fino a 12 persone. Inoltre, lungo l'albero è predisposta l'installazione di un tendalino di vela cerata per proteggere le sedute dal sole e dotato di apposita illuminazione per»gioviali serate all'aperto». Il primo 56 metri della serie fu ul Burrasca, varato nel 2003 per un banchiere russo che aveva casa a Forte dei Marmi. In 8 anni è stato costruito e varato un 56 metri l'anno. Insomma una barca di grande successo. C.B.
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