La protesta
Premio Viareggio, un pezzo già in Calabria
Donatella Francesconi
L'annuncio di Bettarini: traslocano gli incontri con gli autori
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VIAREGGIO. Gli eventi legati al Premio Viareggio lasciano la città che ha visto nascere la manifestazione, ma "emigrano" in Calabria. Lo ha annunciato la presidente Rosanna Bettarini che ha incontrato in questi giorni l'assessore regionale alla cultura: «Mi hanno assicurato - spiega Bettarini - che la Calabria è pronta a finanziare gran parte del Premio. Credo che le sezioni principali rimarranno a Viareggio. Ma le attività collaterali, ad esempio gli incontri con gli autori, saranno ospitati in Calabria». Altro che stessa spiaggia, stesso mare...Addio calendario negli stabilimenti balneari cittadini. E addio, probabilmente, anche alla cerimonia per l'attirbuzione del premio giornalistico "Viareggio terza pagina-Cesare Garboli". «Ho ricevuto un mandato preciso dalla commissione cultura del consiglio comunale - risponde il sindaco Lunardini - affinché si inizi un lavoro di chiarimento con la presidente Bettarini. Un chiarimento che è affidato al sindaco in prima persona con l'obiettivo di mantenere il premio a Viareggio». Tutto vero. Se non fosse che, sulla spinta degli uffici legali, il giorno dopo l'assunzine dell'impegno lo stesso Lunardini, insieme all'assessore alla cultura Ciro Costagliola, ha imbracciato il lanciarazzi e sparato a zero contro la posizione assunta da Rosanna Bettarini dopo che l'amministrazione di centrodestra aveva deciso di affidare all'ex assessore Aldo Belli l'incarico di riformulare il futuro del Premio. Ieri mattina i senatori del Pd, Manuela Granaiola e Andrea Marcucci hanno incontrato Aldo Belli: «Bisogna fare tutto il possibile per lasciare a Viareggio tutte le sezioni del Premio - scrivono in una nota -. Per questo è necessario un intervento preciso della Regione Toscana e di tutti gli enti della provincia di Lucca. Un intervento che serva a rimediare gli errori macroscopici del Comune e che fornisca tutte le rassicurazioni docute alla presidente e alla giuria». Granaiola e Marcucci continuano: «Abbiamo già denunciato l'assoluta incompetenza del Comune che ha provocato un disastro, anche di immagine, che è sotto gli occhi di tutti. Non può essere però la città a pagare il dilettantismo dei suoi amministratori». Sulla questione torna ad intervenire anche il presidente della Provincia, Stefano Baccelli: «Occorre fare ogni tentativo per mantenere a pieno titolo il Premio Viareggio nella città. In quanto patrimonio culturale dell'intera provincia sono pronto a partecipare ad un tavolo con tutte le istituzioni interessate per superare le difficoltà sopraggiunte e sciogliere al più presto i nodi che pesano sulla manifestazione. Credo occorra sgomberare il campo da ogni ombra nel rapporto tra Comune, giuria e presidenza, mettendo in chiaro competenze ed obiettivi. Il Premio è, e deve restare, libero da ogni possibile condizionamento in merito alla sua gestione interna. L'autonomia della cultura è un valore imprescindibile. Il compito degli enti locali deve essere quello di garantire il sostegno, il funzionamento e di restituire alla comunità in termini di promozione ed immagine il valore nazionale ed internazionale del Premio». Baccelli annuncia di «essere disponibile a contribuire al sostegno economico della manifestazione, pur nei limiti di bilancio imposti dai tagli dei trasferimenti statatli agli enti locali». Ieri mattima, infine in un incontro tra sindaco e direttore generale del Comune, Edoardo Rivola, è arrivata la quadratura del cerchio sulla determina di incarico a Belli: l'atto deve essere annullato.
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