Gioco
Il Comune oscura decine di cartelli senza più autorizzazione
Luca Cinotti
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AL COTONE. A sinistra siamo in via dei Comparini2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Impossibile non vederli. Sono lungo via Aurelia, su viale Tobino, in via Cei: cartelli pubblicitari "incappucciati" con teli di plastica neri o reti verdi, in fila uno dietro l'altro, quasi come penitenti medievali. Un'immagine che ha incuriosito più di un lettore e che si spiega con una nuova puntata della guerra che sta contrapponendo, da mesi, le agenzie di pubblicità al comune. E che ora si è arricchita di una nuova puntata: il comando dei vigili, infatti, ha dato disposizione di "oscurare" i cartelli pubblicitari di chi non aveva provveduto di sua sponte dopo un'ordinanza del Tar dello scorso 28 gennaio.
La storia, però, parte ancora da prima. Dal 2010, quando il dirigente Franco Allegretti, con determina, impone a un gruppo di concessionarie - le più importanti della Versilia - di rimuovere gli impianti che erano arrivadi a scadenza di concessione o che non erano corrispondenti ai dettami dell'attuale piano generale degli impianti pubblicitari. Una serie di provvedimenti, quella di Allegretti, contro la quale nove aziende (Videospot, Publirent, Sima, Emmepì, Class, A.B. pubblicità, Outsider, Publicity, Off shore) presentarono ricorso al Tar, con richiesta di sospensiva. Il tribunale amministrativo, però, non cassò i provvedimenti dirigenziali impugnati. Anzi, nell'ordinanza i giudici hanno parlato di «inerzia» delle ricorrenti che «hanno omesso di presentare, prima dell'emissione delle ordinanze di rimozione impugnate, domanda per l'adeguamento degli impianti al Piano del 2008 vigente, che avrebbe consentito la permanenza degli stessi». Cosa è successo dopo è storia delle ultime settimane: sono cominciate ad arrivare le multe e qualcuno ha iniziato a rimuovere i cartelloni "incirminati" (qualche decina). Non tutti, però, hanno agito in questa maniera. E così il Comune ha preso l'iniziativa, incappucciando le strutture dei riottosi. «Sono fiducioso che verranno tolti tutti», commenta Allegretti. Vedremo cosa succederà: in Comune, intanto, il nuovo piano della pubblicità sta facendo la navetta tra la commissione e gli uffici senza - per il momento - dare segno di vita.
La storia, però, parte ancora da prima. Dal 2010, quando il dirigente Franco Allegretti, con determina, impone a un gruppo di concessionarie - le più importanti della Versilia - di rimuovere gli impianti che erano arrivadi a scadenza di concessione o che non erano corrispondenti ai dettami dell'attuale piano generale degli impianti pubblicitari. Una serie di provvedimenti, quella di Allegretti, contro la quale nove aziende (Videospot, Publirent, Sima, Emmepì, Class, A.B. pubblicità, Outsider, Publicity, Off shore) presentarono ricorso al Tar, con richiesta di sospensiva. Il tribunale amministrativo, però, non cassò i provvedimenti dirigenziali impugnati. Anzi, nell'ordinanza i giudici hanno parlato di «inerzia» delle ricorrenti che «hanno omesso di presentare, prima dell'emissione delle ordinanze di rimozione impugnate, domanda per l'adeguamento degli impianti al Piano del 2008 vigente, che avrebbe consentito la permanenza degli stessi». Cosa è successo dopo è storia delle ultime settimane: sono cominciate ad arrivare le multe e qualcuno ha iniziato a rimuovere i cartelloni "incirminati" (qualche decina). Non tutti, però, hanno agito in questa maniera. E così il Comune ha preso l'iniziativa, incappucciando le strutture dei riottosi. «Sono fiducioso che verranno tolti tutti», commenta Allegretti. Vedremo cosa succederà: in Comune, intanto, il nuovo piano della pubblicità sta facendo la navetta tra la commissione e gli uffici senza - per il momento - dare segno di vita.
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