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E' morto a 86 anni Claudio Barbetti
Artigiano ma soprattutto grande calciatore degli anni '50
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PIETRASANTA. Era un grande dell'area di rigore, Claudio Barbetti scomparso ieri a 86 anni. Uno che il goal lo aveva dentro, un talento del pallone: opportunismo sotto porta, una prestanza fisica che sovrastava il difensore di turno. «Era veramente bravo. Un calciatore del livello di Barbetti, oggi sarebbe protagonista in serie A. Ma gli anni'50 erano altri tempi, bisognava tirare a campare, più che a pensare a fare goal. Quando ripartì l'esperienza societaria del Pietrasanta, insieme ad altri lo coinvolgemmo nel progetto. Perché era molto affezionato a questa maglia» afferma Piero Mori, profondo conoscitore del football versiliese. Una sorta di "gigante buono", Claudio Barbetti, che negli anni del dopoguerra fu protagonista, in serie D, di quel Pietrasanta calcio da era pionieri che faceva comunque mirabilie sui campi della Provincia. E Barbetti, insieme a Donati e Adami, ne era il protagonista principe. Il campione, quello più temuto, dagli avversari, e apprezzato, dai compagni e tifosi. Certo, allora, il calcio era ben altra cosa rispetto ad oggi: le gesta in campo si vedevano dal vivo e poi si raccontavano agli amici, a chi a bordo campo non c'era. Ma quel raccontare, quelle parole tramandate di persona in persona, nel tempo hanno trasformato, giustamente, Claudio Barbetti, in una sorta di icona del calcio pietrasantino. Spesso e volentieri, ancora di recente, lo incontravi allo sfiorire di via Garibaldi, nella sua Porta a Lucca: seduto a margine della strada. Un sorriso, due battute. Il calcio e, ancora la sua professione di artigiano dell'onice, con attività in via S.Agostino. Ma soprattutto la famiglia: la moglie Luciana Stagi e ancora i figli Mariella e Roberto. A tutti loro vanno le nostre più sentite condoglianze. I funerali di Claudio Barbetti si svolgeranno questo pomeriggio, alle ore 15, in Duomo.
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