Il Tirreno

Versilia

Bufera sul cantiere per le case popolari

Matteo Tuccini
<b>CONTESTATO.</b> Il cantiere aperto in via della Gronda per le case dell&#146;Erp
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CONTESTATO. Il cantiere aperto in via della Gronda per le case dell’Erp

Una ditta si rivolge alla Procura per denunciare irregolarità

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 VIAREGGIO. Bufera sul cantiere per le nuove case popolari in via della Gronda. Una delle ditte che lavoravano in subappalto, la Viareggio Ponteggi, ha presentato un esposto all'Asl, ai vigili urbani e all'ispettorato del lavoro, e ha chiesto alla Procura un accertamento tecnico sul cantiere. «L'azienda con cui avevamo firmato il contratto, la Edil finiture, è sparita - afferma il titolare della Viareggio Ponteggi, Antonio Maione - e noi dobbiamo ancora riscuotere circa 70mila euro su 80mila. Nel frattempo nel cantiere si continuano a usare i ponteggi allestiti da noi, senza alcuna autorizzazione». Con rischi per l'incolumità degli operai, dice Maione, se chi rimuove, sposta (e soprattutto non controlla) i ponteggi non è la società incaricata.  Il legale della società, l'avvocato Roberto Orlandi, ha inviato quattro diffide sull'utilizzo delle strutture, informando anche il Comune e la società pubblica Erp che ha il compito di vigilare sulla costruzione. Senza ottenere mai risposta. «Abbiamo segnalato il fatto alla Procura - dice Orlandi - a fine mese ci sarà una verifica del tribunale su tutti i contratti e i pagamenti del cantiere». L'accertamento mira a scoprire eventuali irregolarità. In quel caso, i lavori potrebbero subire uno stop.  «Ci hanno rovinato». La vicenda nasce nel luglio 2010. «Fui contattato dalla società Miam, vincitrice dell'appalto per la costruzione di 26 alloggi di edilizia popolare in via della Gronda alla Migliarina - afferma Maione - l'incarico era relativo a progettazione, montaggio, smontaggio e noleggio di ponteggi per il cantiere. Successivamente il contratto mi fu fatto firmare con l'impresa Edil finiture di Palermo, che secondo quanto riferito dalla Miam era la ditta che aveva in subappalto la fornitura di ponteggi».  Il 29 luglio Maione e i suoi operai iniziano a lavorare. «Fin da subito - dice l'avvocato Orlandi - ci sono stati problemi con i pagamenti. A una prima fattura da 22mila euro l'Edil finiture replica con un assegno da 10mila. Successivamente, un assegno da 28mila euro viene protestato perché scoperto».  Il 26 novembre Maione scrive la prima lettera al titolare della ditta Edil finiture, Nunzio Carmisano, alla Miam e all'Erp. «Poi vengo a sapere che l'azienda non si presenta da tempo in cantiere, e che è stata estromessa. Così rimaniamo col cerino in mano, visto che dobbiamo riscuotere quasi l'intera cifra del contratto».  L'avvocato Orlandi da allora ha inviato quattro diffide, chiedendo se si aveva idea che «le strutture vengono tutt'ora utilizzate senza alcuna autorizzazione e senza sapere chi ci lavora sopra. Mentre la responsabilità è ancora sulle spalle della Viareggio Ponteggi». Mentre la piccola impresa di Maione è stata messa in ginocchio. «Ho avuto difficoltà a pagare gli operai - conclude amareggiato l'imprenditore - da 10 siamo scesi a 8, poi abbiamo chiesto la cassa integrazione. Ecco il premio per chi lavora onestamente».  

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