La manifestazione
Miccio Canterino, Ruffini apre le danze
Simone Tonini
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MATTATORE. Paolo Ruffini al Miccio 2010 Prima serata al palazzetto di Forte con l'esecuzione di tutte le canzoni
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QUERCETA. «Non avrei mai pensato di potermi innamorare di un miccio, invece è capitato ed è bellissimo». È una vera e propria dichiarazione d'amore verso il Festival delle Contrade e il mondo del Palio quella di Paolo Ruffini alla vigilia della manifestazione canora più attesa dell'anno. Lo showman livornese è rimasto folgorato dalla passione e dal calore dei contradaioli: lo scorso anno fu un vero successo e Paolino non è voluto mancare all'edizione 2011. «Per me è un periodo molto intenso sul piano professionale: il film "C'è chi dice no" è uscitopochi giorni fa e adesso è in svolgimento la fase promozionale. Ma non potevo e non volevo assolutamente rinunciare al Festival, ci tenevo troppo. Lo scorso anno mi sono sentito subito uno di loro, benvoluto, accolto con entusiasmo: un'emozione indescrivibile". E se lo dice lui, che di teatri e spettacoli se ne intende, c'è da crederci. «È una manifestazione unica in Italia per il calore e il senso di appartenenza. Famiglie intere, tanti giovani, che gremiscono il Palasport uniti dalla passione per le contrade e per la musica: è un bellissimo messaggio d'amore per l'Italia, quasi un messaggio rivoluzionario se si pensa a come viene raffigurato l'amore al giorno d'oggi. Durante questi mesi ho provato a raccontare cosa significa essere lì, a presentare il Miccio, senza trovare le parole adatte per descrivere cosa si prova. Un'emozione unica: spero di poter proseguire questa avventura ancora per mille anni». Ruffini sottolinea lo straordinario legame con il mondo del Palio e l'organizzazione: «Ho conosciuto persone eccezionali, come Marco Gianvanni (presidente della commissione Festival, ndr), che subito mi ha accolto con calore trasmettendomi l'entusiasmo di una manifestazione che ha in sé tradizione, identità e innovazione». E Pensare che inizialmente c'era qualche scetticismo sulla conduzione di Ruffini, voluta fortemente dalla commissione Festival e da Gianvanni: qualcun pensava che fosse poco ortodosso, troppo personaggio, che in qualche modo avrebbe offuscato la natura della manifestazione. Preoccupazioni che svanirono dopo i primi cinque minuti, con Ruffini accolto a braccia aperte tra ovazioni e risate, con una conduzione piena di ritmo e vivacità. Un vero mattatore che ha saputo dosare con maestria l'alternanza tra la gara vera e propria e lo spettacolo, interagendo con il pubblico come solo lui sa fare. Stasera lo vedremo nuovamente in azione sul palco del Palasport di Forte dei Marmi quando, alle 21:30, prenderà il via la 54ª edizione del Festival delle Contrade. Tanti i nomi dei big in gara: Tosca per la Cervia, Monica Hill (con il chitarrista di Cesare Cremonini, Andrea Morelli) per il Leon d'Oro, Matteo Becucci (vincitore di X-Factor, in radio con il suo ultimo singolo, "Cucina giapponese") per la Madonnina, mentre il Ponte si affida a Marco Masini, per la prima volta al Miccio canterino, per sconfiggere il tabù di 27 anni senza una vittoria. La Quercia, con Giò di Tonno, punta ad uno storico tris (riuscito solo una volta al Pozzo), la Lucertola è in gara con Andrea Celeste, giovane cantante di Pontedera con notevoli doti canore; il Pozzo schiererà Antonella Bucci (ha collaborato con Eros Ramazzotti) e Mauro Mengali (degli Oro), il Ranocchio difenderà i suoi colori con Simonetta Spiri, concorrente nel 2007 di "Amici" di Maria de Filippi. Il Miccio Canterino proseguirà domani sera e sabato, con il gran finale dove sarà decretata la contrada vincitrice dell'ambita Lira.
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