Il dolore
Domani sciopero della raccolta
I sindacati chiedono certezze alla Provincia
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VIAREGGIO. Spazzini e camion della nettezza urbana fermi, domani, in tutta la Versilia a causa dello sciopero proclamato dalle organizzazioni di settore di Cgil, Cisl, Uil e Fiadel. Che chiedono «una soluzione certa» alle tante situazione di crisi del settore, dal futuro dell'inceneritore di Falascaia - ancora sotto sequestro - a quello del gestore unico per la costa. «Il settore dell'igiene ambientale della provincia sta attraversando da mesi una crisi profonda che mette a rischio i salari dei dipendenti, la garanzia dei posti di lavoro, la salute dei cittadini e la tutela dell'ambiente - spiegano infatti i sindacati in una nota -: l'inceneritore di Falascaia è fermo da mesi per il sequestro operato dalla magistratura. Mentre è in atto un procedimento unico con cui la Provincia di Lucca dovrebbe rilasciare una nuova autorizzazione, la stessa Provincia ha recentemente presentato un piano provinciale dei rifiuti che prevede la chiusura definitiva dell'impianto di Falascaia». Insomma, tanta confusione sotto il cielo in quel di Pietrasanta, mentre «i lavoratori di Sea Ambiente sono impegnati in una vertenza per ottenere garanzie e certezze del posto di lavoro in vista di una possibile riorganizzazione del settore con l'avvento del gestore unico, mentre in Sea Risorse permane ancora una situazione di lavoro precario. «Ancora incerta - proseguono le organizzazioni sindacali - è la situazione dell'appalto Ersu (Aimeri, Sea Ambiente, Biagi) ormai scaduto, per tutti i dipendenti che operano nel Comune di Forte dei Marmi. Alla stessa Ersu è aperto da mesi un confronto con le organizzazioni sindacali sui livelli occupazionali e la qualità del lavoro e risanamento. «Gli scenari definiti dal piano interprovinciale dei rifiuti che andrà a regime nel 2020 non danno risposte e soluzioni certe alle negatività prodotte in questi anni dalla gestione pubblica del settore: poca integrazione tra i territori delle quattro province; nessun intervento per ridurre la produzione dei rifiuti alla fonte; raccolta differenziata al di sotto degli obiettivi stabiliti dalla legge; nessun nuovo impianto di riciclo e di reinserimento sul mercato delle materie che vengono recuperate». Ancora lungo e difficile, inoltre, «appare il percorso stabilito dai comuni dell'Ato Costa Toscana per raggiungere l'obiettivo del passaggio ad un gestore unico per le quattro province: la deliberazione dei 115 Comuni ha deciso di costituire una nuova società interamente pubblica con lo scopo di far entrare tramite gara un socio privato al 40% con compiti operativi e di gestione. La nuova società dovrà assorbire le attuali 16 aziende con circa 2.000 dipendenti, al servizio di 1.344.000 abitanti. Mentre è certo che l'intera operazione, costerà alle casse pubbliche oltre 1,3 milioni di euro, interamente coperti dalle tariffe pagate dai cittadini, ancora non è chiaro chi sosterrà i costi per liquidare i soci privati attualmente presenti nel settore». In occasione della giornata di sciopero si terranno due manifestazioni: a Castelnuovo Garfagna per i lavoratori della Severa e a Lucca dove i lavoratori del comparto si ritroveranno in un presidio di fronte al palazzo della Provincia in piazza Napoleone.
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