Il Tirreno

Versilia

«Caro sindaco, sugli hotel ti sbagli»

Marco Pomella
<b>SVINCOLI.</b> Il sindaco Bertola. A destra l&#146;ex Sorriso
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SVINCOLI. Il sindaco Bertola. A destra l’ex Sorriso

Gli ex gestori del Sorriso: eliminati perché piccoli, ma eravamo sempre pieni

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 LIDO. Dire addio al lavoro, sul quale avevano investito un paio di generazioni. E ricominciare da zero, perché la proprietà ha deciso di chiudere l'hotel, demolirlo, e farne appartamenti. È la storia che racconta Filippo Guidi. Lui e la sua famiglia hanno gestito l'hotel Sorriso di viale Colombo a Lido, per 20 anni. Fino all'estate 2007, quando ha visto sfumare il suo futuro.  Filippo Guidi fa l'insegnante a Massarosa. Ma la sua famiglia (in particolare sua zia e la mamma) per 20 anni ha gestito il Sorriso.  «Poi il vecchio proprietario morì - racconta Filippo Guidi - e iniziarono i problemi. Perché l'hotel passò ai tre figli del proprietario e, di lì a breve, ad imprenditori di altre zone. Abbiamo chiesto di poter continuare a gestire la struttura, ma ci hanno detto di no. Allora, abbiamo provato a comprare l'immobile, visto che come gestori avevamo il diritto di prelazione. Ma ci hanno proposto un prezzo doppio, rispetto a quello di mercato. In pratica - dice Guidi - stavano già vendendo appartamenti, non una struttura alberghiera. E, infatti, dal 2007 è rimasto chiuso».  Il Sorriso rientra tra gli hotel svincolabili, secondo la recente variante approvata dal consiglio comunale (che dà il via libera allo svincolo di altri 44 alberghi di Lido).  «Avevamo 25 camere, lavoravamo in quattro della famiglia, più altri cinque dipendenti: oggi sono tutti a casa».  Una struttura del genere, a detta del sindaco di Camaiore Giampaolo Bertola, non lavora più, secondo le mutate esigenze del turismo.  «Eravamo pieni da giugno a settembre - dice Guidi - e tutti gli anni facevamo qualche piccolo lavoro di ristrutturazione a spese nostre».  Il sindaco giustifica la scelta, affermando che una struttura del genere non riuscirebbe ad ospitare i turisti di un pullman. «Mai lavorato con i pullman, eppure eravamo pieni lo stesso. La nostra formula vincente era la gestione familiare, un rapporto cordiale e diretto con i nostri clienti affezionati e una buona cucina. Certo da noi non veniva chi cerca il superlusso. Ma le pensioni ad una stella sono vincenti anche a Rimini e Riccione, perché non lo dovrebbero essere più a Lido?».  Guidi è di sicuro rammaricato per quanto gli è accaduto. E teme che altri possano subire la sua sorte.  «Ha ragione il Pd - dice Guidi - quando afferma che la gestione degli hotel non coincide con la proprietà. In almeno il 50% di casi succede questo. Spero che ad altri non capiti quanto è successo a noi, anche se so che diversi gestori incontrano difficoltà nel rinnovo della gestione. Ora - conclude Filippo Guidi - passo davanti a quello che era stato il "mio" hotel, in attesa di vederci apparire sette o otto appartamenti».

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