Il Tirreno

Versilia

«Caso Belli, i dirigenti decidano»

Rosanna Bettarini col sindaco Lunardini
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Rosanna Bettarini col sindaco Lunardini

L'appello di Costagliola e gli interventi di Baldini e Baudone

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 VIAREGGIO. Pier Nello Martelli ha detto «no». Lui, dirigente del Comune di Viareggio, la determina di incarico ad Aldo Belli, per rivedere il Premio Viareggio, non la ritira. Così il direttore generale del Comune, Edoardo Rivola, ha messo in moto la macchina della verità. Quella degli uffici legali, segretaria generale compresa, tutti al lavoro da ieri - documenti alla mano - per mettere nero su bianco il che fare. Come conferma l'assessore alla cultura, Ciro Costagliola.  «La segreteria ed il direttore generale stanno esaminando la lettera di Martelli», dichiara Costagliola: «È la dirigenza del Comune a dover trovare una soluzione alla quale la politica dovrà adeguarsi». Lo scontro Rivola-Martelli, però, in qualche modo dovrà pur concludersi: «Chiedo che si guardino in faccia l'uno con l'altro - è la parola di Costagliola - e trovino la soluzione».  Lo scenario resta inquietante: Rosanna Bettarini ha già annunciato che l'annuncio delle cinquine finaliste avverrà a Firenze, come di consueto, e senza il contributo del Comune. E l'incontro sindaco-presidente non è ancora stato fissato, anche l'assessore alla cultura fa sapere di «ritenere che si debba comunque tenere».  Sulla vicenda torna ad intervnire Massimiliano Baldini, coordinatore del Movimento per Viareggio e Torre del Lago: «A leggere la stampa è ormai chiaro a tutti che le decisioni non le prende più il sindaco e che il direttore generale del Comune ha assunto un evidente leadershop e di fatto commissaria il sindaco. Mi viene quasi da dire che i consiglieri comunali farebbero prima ad intestare le proprie interrogazioni direttamente al direttore generale».  Giuliana Baudone, candidata alla presidenza della Provincia per il Nuovo Polo, scrive: «Il Premio Repaci in pericolo? Ormai c'è solo da aspettare il capitombolo finale di questa politica approssimativa che si sta giocando tutte le sue carte su turismo e cultura senza riuscire a rilanciare. Il Premio Viareggio Repaci è da sempre uno dei premi letterari storici che caratterizzano l'editoria italiana. Soprattutto perché svincolato da possibili ingerenze amministrative. Ed ecco che fin dall'inizio del mandato Lunardini si è cercato di snaturarlo». Non si può «andare contro il regolamento», sottolinea Baudone, che definisce quanto accaduto «un atto gravissimo dell'amministrazione che evidentemente non gradisce né l'attuale presidente (che resterà in carica a vita) né la commissione giudicatrice dei volumi».

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