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Versilia

Strage, familiari delle vittime a Roma: no al processo breve

<strong>STRAGE.</strong> Un corteo dei familiari delle vittime
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STRAGE. Un corteo dei familiari delle vittime

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VIAREGGIO. Tutti a Roma, domani, per manifestare sotto la Camera dove è previsto - per il tardo pomeriggio - il voto sul provvedimento relativo al cosidetto processo breve. I familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009, insieme all'associazione "Il mondo che vorrei" e all'Assemblea 29 giugno, partiranno alle 6,30 del mattino per essere nella Capitale a far sentire la propria voce, unita a quella degli abruzzesi che hanno perso affetti e case nel terremoto de L'Aquila.  Nei giorni scorsi Daniela Rombi - presidente dell'associazione "Il mondo che vorrei" e madre di Emanuela Menichetti, morta a soli 21 anni per le ustioni riportate nel disastro ferroviario - l'aveva detto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrandolo proprio a L'Aquila: «Glielo chiedo in ginocchio: quel provvedimento non deve essere firmato». «Queste cose non me le deve dire», aveva risposto Napolitano: «Perché conosco le questioni e le seguo come posso». 

Due i punti chiave del provevdimento in discussione in Parlamento che portano Viareggio a protestare a Roma: la possibilità che il processo per la strage di via Ponchielli, non ancora iniziato, incappi - a causa dell'inevitabile complessità - nelle nuove norme sull'estinzione dei processi per violazione dei termini di durata ragionevole; ed il fatto che, essendo molti deli indagati incensurati, molti di loro potrebbero usufruire della riduzione della prescrizione prevista dal processo breve. 

Dal Partito democratico di Viareggio ieri è arrivato un appello al sindaco Lunardini firmato dal segretario, Glauco Dal Pino che scrive: «A nome mio e di tutto il Pd di Viareggio chiedo al sindaco di farsi coraggiosamente portavoce nella sua maggioranza e con i parlamentari di zona del Pdl del complesso e urgente problema che si creerà con l'approvazione della legge sul cosiddetto processo breve. Tale provvedimento porterà ad una sostanziale impunità per tutti i responsbili della strage del 29 giugno 2009. Lei, signor sindaco, ha sempre dimostrato particolare e doverosa attenzione, ma anche umana solidarietà per la terribile sciagura che ha colpito così tanti nostri concittadini. Capisco l'imbarazzo politico che ciò può creare, ma ritengo da parte sua questo un'atto di coerenza con il suo impegno per la città e per i familiari delle vittime. Sono certo che che il sindaco capirà questo mio appello sentito e che travalica le distanze politiche che ci dividono».  Sulla questione interviene anche Alessandro Cerrai, direttore di Confesercenti: «Giustamente i familiari delle vittime saranno a Roma per protestare e fare sentire la loro voce. Viareggio, le sue istituzioni, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, il mondo del volontariato, la società civile non può rimanere inerte e tacere di fronte all'approvazione di una legge che porterà a vanificare l'accertamento della verità e a non individuare i resposabili della strage. Da Viareggio occorre dare un segnale forte e chiaro - conclude Cerrai -: per ricordare le nostre vittime e perché il disastro ferroviario non si vada ad aggiungere all'infinito elenco di stragi e tragedie del nostro Paese rimaste senza giustizia e verità». 

A Daniela Rombi, ai familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009, all'Assemblea 29 giungo e alle Tartarughe lente arriva il ringraziamento e la solidarietà del Comitato "Moby Prince": «Avete sfilato con noi - scrive il presidente Loris Rispoli - avete aperto con i volti dei vostri cari il nostro corteo, e voi come noi avete il diritto di sapere "perché", di vedere puniti coloro che per inadempienza, omissioni o facili profitti hanno causato la morte dei vostri familiari. Noi insieme a voi abbiamo detto a L'Aquila e a Livorno che non accetteremo che nessuno si arroghi il diritto di sancire il dovere all'impunità spezzando ogni speranza che siano fatte verità e giustizia».

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