Sicurezza
Premio Viareggio, scontro totale
Incarico a Belli, il dirigente difende il proprio operato
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VIAREGGIO. Tira aria di "gran rifiuto" e di rottura definitiva, sul destino del Premio Viareggio, tra il dirigente Pier Nello Martelli ed il direttore generale del Comune, Edoardo Rivola. Martelli, ieri mattina, ha inviato una lettera a sindaco, assessore alla cultura Ciro Costagliola, direttore generale del Comune e segretaria generale, Rosa Priore. Nel tardo pomeriggio di ieri, Costagliola, interpellato al telefono rispondeva: «So che c'è la lettera di Martelli ma non l'ho ancora letta...». Il dirigente, in questi giorni, è in congedo per motivi familiari. Ma l'atmosfera tra lui ed Edoardo Rivola è comunque incadescente. Perché nella comunicazione inviata, Martelli difende il proprio operato per quanto riguarda l'atto con il quale ha dato incarico all'ex assessore Aldo Belli - su indicazione dell'assessore alla cultura - di presentare un progetto complessivo di rilancio e finanziamento del premio letterario oggi presieduto dalla professoressa Rosanna Bettarini. Venerdì scorso, al termine della riunione della commissione cultura, era stato proprio il direttore generale del Comune a ribadire che se il dirigente che l'aveva firmata non avesse ritirato la determina di affidamento dell'incarico la decisione inevitabile sarebbe stata quella di «cambiare dirigente». E chiedere al successore di Martelli di obbedire alla indicazioni date. Intanto, sulla questione futuro delle attività culturali in città, tornano ad intervenire i capigruppo di Pd, Antonio Batistini, e Sinistra Arcobaleno, Milziade Caprili. Che, in un'interrogazione firmata anche dal consigliere comunale Andrea Palestini (Pd), chiedono di sapere «se il sindaco o l'assessore alla cultura, se non l'intera Giunta, abbiano lavorato o stiano lavorando o siano stati oggetto di proposte (si parla di aziende e società romane e milanesi) relativamente a strani giochi attorno alle nostre istituzioni culturali (Premio Viareggio, Gamc, Festival Pucciniano, Carnevale), giochi che sottraendo ogni tipo di iniziativa e di controllo alla comunità viareggina tenderebbero a smembrare detti istituti culturali in due parti: una appetitosa parte commerciale e una negletta parte culturale. E, se nel caso, chi dovremo "ringraziare" per queste grandi manovre».
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