Il Tirreno

Versilia

IL PROFILO

Il superchirurgo osteggiato dai baroni di Firenze

<strong>LUMINARE.</strong> Paolo Macchiarini
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LUMINARE. Paolo Macchiarini

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VIAREGGIO. Classe 1958, nato a Basilea ma versiliese di adozione (il padre era di Marina di Pietrasanta e a Viareggio vivono la moglie e le figlie) Paolo Macchiarini si è laureato a Pisa ma, come raccontò mesi fa nel corso di un'intervista al Principe di Piemonte, «dopo poco mi sono reso conto che lì non potevo imparare quello che desideravo». E allora la partenza, i tanti sacrifici e i primi grandi successi che lo hanno portato alla ribalta della cronaca sanitaria mondiale.

Ha la docenza a Hannover, Londra e Barcellona, è consulente di diverse università americane. Un curriculum a cinque stelle ma lontano dall'Italia. Fino al 2008, quando l'allora assessore regionale alla sanità Enrico Rossi gli chiede di tornare dalla Spagna per restituire alla Toscana un "cervello in fuga" e creare un centro di eccellenza mondiale di chirurgia toracica a Careggi. Ma il suo rientro viene osteggiato sin dall'inizio: «Il nostro paese è chiuso - disse mesi fa - Ci sono gelosie, egoismi e gente che ti gufa alle spalle».

Sottinteso, i baroni. Le soddisfazioni, però, ci sono state. A luglio 2010 esegue a Careggi con la sua equipe i primi due trapianti di trachea in soggetti affetti da tumore maligno, unici al mondo per una particolare tecnica utilizzata. A fine settembre, inoltre, ecco il primo trapianto al mondo di un bronco - la parte che collega la trachea al polmone - su una ragazza di 19 anni. «I miei unici giudici - racconta - sono i miei pazienti».

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