Il Tirreno

Versilia

In pineta armati di ramazza

Donatella Francesconi
<strong>MANICHE RIMBOCCATE.</strong> Stefano, Cristiana e altri volontari al lavoro; una delle cartine per avvolgere l’hashish
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MANICHE RIMBOCCATE. Stefano, Cristiana e altri volontari al lavoro; una delle cartine per avvolgere l’hashish

Volontari al lavoro, ieri mattina, e chili di spazzatura rimossi

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VIAREGGIO. Come apprendisti stregoni hanno dato vita alle loro ramazze per liberare la pineta da un bel po' di spazzatura. Giovani, bambini, adulti hanno aderito all'appello del titolare del "Pino sul tetto". Che ha mantenuto la promessa: focaccina e vino per tutti.  «Fai le foto? Guarda che vogliamo la prima pagina...». Se la sono meritata Stefano e Cristiana che, all'ora di pranzo, troviamo ancora al lavoro per fare pulizia e hanno ancora voglia di scherzare. «Si potrebbe creare un'associazione - è la proposta di lei - così da fare i turni per tenere pulito questo polmone verde in pieno centro. Un'ora al giorno basterebbe...». 

Poco più in là sono due donne che restitusicono alle piazzole-pic nic il volto che dovrebbero avere sempre. I frequentatori della pineta ringraziano e nel giro di qualche ora i tavoli e le panche, sgombri di cartacce e vetri, vengono occupati da intere famiglie.  «Abbiamo trovato soprattutto i resti degli snack», raccontano i ragazzi del "Movimento cinque stelle" che si erano presi l'impegno di far girare l'iniziativa di pulizia nella Rete. Al cassonetto vicino al locale di Barsotti sono stati accumulati sacchi su sacchi: «Le confezioni vuote degli affettati, i brick delle bibite, le confezioni delle merendine, un tappeto di lattine e bottiglie di vetro. Ecco quello che abbiamo raccolto». Ma anche «otto bottiglie d'olio ancora piene, e tante biciclette a pezzi». 

E ancora - Cristina ci guida ai "misteri" del parco - «tante piccole cartine leggere, tutte della stessa misura, che sono quelle nelle quali viene incartato l'hashish».  Da pulire - sottolineano i volontari - ci sarebbero anche i fossi: sono discariche a cielo aperto, con buona pace di quello che filtra nella falda acquifera: «Possibile che non ci sia un ente competente - è la domanda - o comunque che si senta di obbligare a pulire chi ne è responsabile?».  In realtà, per non ritrovarsi la pineta nello stato che da settimane - con il primo sole - è sotto gli occhi di tutti basterebbe poco: «Sono arrivata qui nel 1946 - ricorda un'aziana concessionaria - e allora c'erano le guardie della pineta, dove c'è il bocciodromo, mi viene in mente il Lucchesi. E c'era un responsabile, il signor Goldoni, che la mattina alle sette era già in pineta. Ora che abbiamo?».  L'idea è quella di ripetere l'iniziativa. Intanto, per giovedì mattina (alle 10) l'appuntamento è sotto il Comune con la manifestazine di protesta organizzata dai commercianti con la Confesercenti. I cittadini del quartiere, e non solo, sono tutti invitati.

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