Sicurezza
Giovani in cerca di spazi
I risultati del progetto gestito dall'Auser
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VIAREGGIO. Questa non è una città per giovani. La parafrasi del film dei fratelli Coen ben si addatta ai risultati dell'incontro che si è svolto sabato mattina alla sede dell'Auser-Filo d'Argento, associazione che ha realizzato il progetto «Tre granelli di sabbia in una grande spiaggia» sulla questione giovanile. Tanti i temi sviscerati durante l'incontro, che vedeva riuniti attorno ad un tavolo operatori sociali e culturali: il dato saliente è la mancanza di luoghi di aggregazione, dove ritrovarsi e mettere a confronto idee ed esperienze, la difficoltà a costruirsi un futuro ed il crescente consumo di alcool e droghe pesanti, anche tra i minorenni.
Due, in particolare, gli interventi che hanno riscosso il maggior gradimento: uno è quello di Lorenzo Mazza, operatore culturale, che ha sottolineato come «il clima culturale a Viareggio sia cambiato negli ultimi dieci anni» e la città «si stia spegnendo dal punto di vista critico»; l'altro è quello di Emanuele Palagi, presidente del comitato «Non la bevo», il quale ha fatto notare come in Italia si spendano 169 milioni di euro per pubblicizzare bevande alcooliche a fronte di un solo milione speso in campagne di prevenzione e di educazione al bere consapevole. Ancor più preoccupanti i dati forniti da Maria Francesca Falcone, referente del Centro antifumo dell'Asl Versilia: in Toscana aumentano i fumatori e calano quelli che smettono e, soprattutto, le droghe più diffuse nel mondo giovanile iniziano ad essere eroina e cocaina.
Spazio anche alla scuola e al mondo universitario: Mario Regali, preside del liceo classico «Carducci», evidenzia l'insoddisfazione dei laureati per il titolo conseguito ma, al tempo stesso, fa notare come sia crescente la domanda di licei invece di istituti tecnici. Gabriele Tomei dell'università di Pisa illustra poi i dati di varie ricerche sulla condizione giovanile effettuate dall'ateneo quasi sempre su Viareggio: sempre più giovani hanno difficoltà a trovare un lavoro e cercano rifugio nella famiglia.
C'è, poi, da raccontare la duplice esperienza dell'Avis con gli studenti delle scuole versiliesi: soddisfacente il progetto «Un dono nello zaino», i cui operatori si sono rapportati direttamente nelle aule ed hanno attirato l'attenzione dei ragazzi, un po' deludente l'esito di «Solidariet@» che cercava invece l'approccio attraverso gli strumenti di Internet. Tanti appunti, dunque, da prendere per l'amministrazione comunale, presente con l'assessore alla pubblica istruzione Lucia Accialini. Che dice: «Ben vengano queste occasioni di incontro e scambio di opinioni ed esperienze». Con l'auspicio che il punto di arrivo del progetto coincida con l'inizio di una maggior attenzione ai giovani e ai loro problemi.
Due, in particolare, gli interventi che hanno riscosso il maggior gradimento: uno è quello di Lorenzo Mazza, operatore culturale, che ha sottolineato come «il clima culturale a Viareggio sia cambiato negli ultimi dieci anni» e la città «si stia spegnendo dal punto di vista critico»; l'altro è quello di Emanuele Palagi, presidente del comitato «Non la bevo», il quale ha fatto notare come in Italia si spendano 169 milioni di euro per pubblicizzare bevande alcooliche a fronte di un solo milione speso in campagne di prevenzione e di educazione al bere consapevole. Ancor più preoccupanti i dati forniti da Maria Francesca Falcone, referente del Centro antifumo dell'Asl Versilia: in Toscana aumentano i fumatori e calano quelli che smettono e, soprattutto, le droghe più diffuse nel mondo giovanile iniziano ad essere eroina e cocaina.
Spazio anche alla scuola e al mondo universitario: Mario Regali, preside del liceo classico «Carducci», evidenzia l'insoddisfazione dei laureati per il titolo conseguito ma, al tempo stesso, fa notare come sia crescente la domanda di licei invece di istituti tecnici. Gabriele Tomei dell'università di Pisa illustra poi i dati di varie ricerche sulla condizione giovanile effettuate dall'ateneo quasi sempre su Viareggio: sempre più giovani hanno difficoltà a trovare un lavoro e cercano rifugio nella famiglia.
C'è, poi, da raccontare la duplice esperienza dell'Avis con gli studenti delle scuole versiliesi: soddisfacente il progetto «Un dono nello zaino», i cui operatori si sono rapportati direttamente nelle aule ed hanno attirato l'attenzione dei ragazzi, un po' deludente l'esito di «Solidariet@» che cercava invece l'approccio attraverso gli strumenti di Internet. Tanti appunti, dunque, da prendere per l'amministrazione comunale, presente con l'assessore alla pubblica istruzione Lucia Accialini. Che dice: «Ben vengano queste occasioni di incontro e scambio di opinioni ed esperienze». Con l'auspicio che il punto di arrivo del progetto coincida con l'inizio di una maggior attenzione ai giovani e ai loro problemi.
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