Sicurezza
«Gestione inaudita ed inqualificabile»
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Massimiliano Baldini Baldini: non si fa così neppure con l'ultimo circolo ricreativo
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VIAREGGIO. «Le modalità con le quali l'amministrazione Lunardini ha gestito la vicenda del Premio Viareggio sono inaudite, inqualificabili e stanno gettando nel ridicolo la città a livello nazionale ed internazionale». È la posizione di Massimiliano Baldini, coordinatore del Movimento cittadini per Viareggio e Torre del Lago, che continua: «La superficialità e la faciloneria con le quali si sono mossi il sindaco ed il suo assessore alla cultura, e la mancanza di rispetto sia verso il Premio e le sue istituzioni che nei confronti del consiglio comunale, non sono degne nemmeno dell'ultimo circolo ricreativo di un quartiere di periferia. L'estemporaneità che ha contraddistinto l'iniziativa di riforma del Premio Viareggio, il mancato coinvolgimento di chi rappresenta il Premio, così come il mancato confronto preventivo in consiglio comunale e nelle commissioni competenti, ha finito per devastare il rapporto con la presidente Bettarini e con la giuria che, sulle pagine dei giornali italiani, hanno evidenziato l' incapacità di chi governa Viareggio». Sulla vicenda intervengono anche Giancarlo Iannella e Nino Sergiampietri: «Siamo di fronte all'ennesima, pietosa, ridicola figura rimediata da questa amministrazione ed in particolare da questo sindaco. Questa città, avvolta in una crisi socio-economica gravissima, non può permettersi un minuto di più di essere governata da questa amministrazione che, da tre anni, si segnala per la totale mancanza di capacità gestionale e programmatica». In tutta la "querelle" sul Premio Viareggio, concludono Iannella e Sergiampietri, «un grande plauso va alla presidente Bettarini che onora il Fondatore Repaci quando difende ed evidenzia le scelte d'indipendenza culturale del Premio donato alla città di Viareggio». Il dibattito è aperto e anche sui "blog" cittadini la discussione si è fatta accesa. Dall'Argentina riportiamo quanto scrive su "Viareggiok" Patrizio Niccolai: «Bei tempi quelli in cui Gianfranco (Tamagnini, assessore alla cultura ecc), Mameli (Codecasa), il Belli (padre), Flavio (Galli) e tutti gli altri e le donne(alcune dipendenti del Comune che lavoravano fuori dell'orario di servizio e altre "volontarie" ripulivano, tingevano, il Palazzo Paolina per la mostra che quell'anno avrebbe "accompagnato" il Premio, di artisti come Conti, Attardi, ecc. E poi l'Eden pieno di viareggini e non per la premiazione. Ma come possiamo aver perduto tutto questo? Ma soprattutto come possiamo aver "venduta" una cosa che si chiama dignità? Ma è possibile che "dia por dia" mi debba vergognare di essere italiano, e per di più di essere viareggino?».
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