Il Tirreno

Versilia

Comune-Bettarini, rottura totale

Rosanna Bettarini, presidente del Premio Viareggio
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Rosanna Bettarini, presidente del Premio Viareggio

Sindaco e assessore: lese dignità ed immagine di Comune ed evento

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 VIAREGGIO. Il Premio Viareggio ha «è stato il premio voluto e cercato dall'animo avventuroso e generoso degli artisti, avventurosi e generosi quanto più disperati». Era il 1948 e così scriveva uno dei vincitori illustri, Aldo Palazzeschi. Prima e dopo la guerra (il fascismo non fece chinare la testa a Leonida Repaci che lasciò la presidenza) la fascetta del Premio ha avvolto titoli di autori che hanno fatto la storia della letteratura italiana: da Enrico Pea a Salvatore Quasimodo, Pier Paolo Pasolini, Alda Merini e tantissimi altri. Ecco perché tanta attenzione, anche da parte degli organi di informazione nazionale, in questi giorni di tira e molla sul futuro della manifestazione che non è mai stata, e non è oggi, solo viareggina.  C'è un progetto, commissionato dall'amministrazione comunale, ad Aldo Belli. Ex assessore alla cultura, Belli mette sul tavolo di chi governa la città una proposta che cambia volto alla struttura del Premio, dotandolo di una Fondazione a capitale in prevalenza privato. E c'è una presidente che dichiara di non essere stata messa la corrente né della novità e tantomeno della decisione di procedere con l'incarico a Belli. Offesa al punto da annunciare il divorzio tra premio letterario e città. In mezzo c'è l'amministrazione Lunardini. Che a Belli ha dato l'incarico, salvo poi ritenerlo non legittimo, impegnandosi ad incontrare la presidente Bettarini per poi tornare sul sentiero di guerra con il comunicato diffuso ieri, qui di seguito. di Donatella Francesconi  VIAREGGIO. «Il Comune di Viareggio non ha compiuto nessun atto che lo renda inadempiente rispetto al contratto-Statuto. Saremmo felici che la presidente Bettarini ci documentasse quali siano state le inadempienze del Comune agli obblighi che scaturiscono dallo Statuto e dalle norme che regolano il premio letterario». Una lunga nota, quella firmata dal sindaco Lunardini e dall'assessore alla cultura Costagliola dopo averlo concordato con i legali del Comune. Per ribadire che «poiché il Comune non è mai stato e non è inadempiente, la presidente Bettarini assuma pure le iniziative che ritiene. Fermo restando il diritto del Comune di assumere, in relazione a tali iniziative, ogni azione utile alla tutela della propri diritti, ivi compresi quelli dell'immagine che allo stato appaiono gravemente compromessi dalle dichiarazioni di Bettarini».  La riunione della commissione cultura di venerdì mattina si era conclusa con un impegno del sindaco a convocare un incontro, in tempi rapidi, con la presidente del Premio. Dopo l'annuncio della stessa di invalidare il rapporto tra Premio e città, sancito dalla cessione della manifestazione voluta da Leonida Repaci. «L'ipotesi di un incontro è ancora valida», fa sapere il sindaco. Ma le dichiarazioni della presidente, poco dopo il termine della commissione, in merito alla condizione che perché il Premio resti a Viareggio l'amministrazione Lunardini si debba mettere da parte, hanno indotto sindaco, assessore e legali alla nota inviata agli organi di informazione.  «È il consiglio comunale, e solo solo il consiglio comunale, - si legge ancora - che può stabilire con la maggioranza dei suoi 3/4 eventuali modifiche o revisioni del regolamento. La presidente Bettarini con le sue dichiarazioni dimostra di non voler tenere conto di ciò e quindi di non voler rispettare proprio quelle regole, delle quali, del tutto impropriamente e con espressioni gravemente lesive della dignità e dell'immagine del Comune di Viareggio e del Premio ella stessa pretende invece il rispetto».  L'amministrazione comunale - continua la nota - ha sempre garantito le risorse necessarie per l'organizzazione del premio e al contempo ha sempre rispettato l'indipendenza e l'autonomia del Comitato di gestione e della giuria. I verbali delle riunioni possono confermarlo. Il premio è stato donato con atto notarile al Comune, il quale ha accettato e ricevuto tutti i suoi diritti sul bene immateriale inteso sia come opera dell'ingegno di carattere creativo, sia come organizzazione necessaria al suo funzionamento. Per una maggiore valorizzazione del Premio è istituito il Comitato di gestione i cui membri sono nominati dal presidente e dal consiglio comunale, in rappresentanza dei gruppi consiliari. È lo stesso Comitato che ha il compito di amministrare e gestire il Premio». Per quanto riguarda incarico a Belli e relativo progetto, sindaco e assessore scrivono: «È inutile infine sottolineare che la polemica innescata dalla presidente su una ipotesi di studio, comunque da sottoporre, ove ritenuto opportuno, all'approvazione del consiglio comunale, è fuori luogo e inopportuna in quanto priva di rilevanza attuale, poiché non incide sull'attuale assetto organizzativo e regolamentare del premio».

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