Sicurezza
Firenze. E saltato lacquisto del teatro Nazionale che doveva diventare un grande centro polivalente con negozi e ristoranti
L'affare di Lippi sfuma e finisce in Tribunale
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Il teatro Nazionale di Firenze chiuso ormai da anni Sotto lex ct della Nazionale Marcello Lippi La proprietà ora pretende 300mila euro: è la cauzione versata al notaio al compromesso
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FIRENZE. Doveva essere un grande investimento nel centro di Firenze, ma per Marcello Lippi è finito con una causa civile. L'ex ct della Nazionale è alle prese in questi giorni con il caso del teatro Nazionale (nomem omen) di Firenze. Tutta inizia nel 2009 quando il locale di via de' Cimatori a Firenze di proprietà della famiglia Castellani, viene trattato dalla Promoinvest srl, di cui è socio Lippi. La società aveva offerto per 3 milioni e 200 mila euro. Lo scopo era trasformarlo in un centro polifunzionale, destinato a spettacoli, cinema, ma anche eventi di moda e ristorazione. C'era anche uno schema di convenzione approvato dal Comune nel luglio 2010, che ha previsto - come scrive il quotidiano La Repubblica - anche un tetto alle iniziative commerciali (30% delle attività complessive) e un periodo di utilizzo gratis da parte di Palazzo Vecchio. Alla fine però le parti non hanno firmato la convenzione entro il termine stabilito (31 ottobre 2010), ma sono adite alle vie legali. Al centro della causa civile la caparra versata da Lippi: due assegni da 100 e 200 mila euro, depositati dalla Promoinvest a un notaio con l'accordo che i proprietari li avrebbero incassati in caso di mancata firma. «Ma quando noi - sostiene l'avvocato Castellani, Alessandro Poesio a Repubblica - in mancanza di segnali dalla controparte, abbiamo chiesto il primo assegno, abbiamo scoperto che la Promoinvest aveva fatto ricorso per farselo restituire, e comunque impedire alle banche di pagarlo». Il 15 aprile, perciò, i proprietari sipresenteranno al giudice per ottenere l'incasso dell'assegno, «come risarcimento per aver tenuto fermo l'immobile per due anni» dice Poesio. Scarne le spiegazioni della Promoinvest: «Dallo schema di convenzione» sostiene Lucio Elia, socio di Lippi, «mancano elementi essenziali, dal punto di vista commerciale, a sostegno di un investimento a cui andranno aggiunti altri 3-4 milioni di ristrutturazioni».
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