Proteste
Imprenditore denuncia dirigenti di banca
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UDIENZA. Il Tribunale di MassaLa Procura indaga su passaggi sospetti di Rolex, Montblanc e lavori in casa
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VIAREGGIO. Estorsione e concussione. Queste le accuse avanzante nei confronti di tre funzionari della Cassa di Risparmio di Carrara da un imprenditore edile viareggino Accuse pesantissime ma che al termine dell'inchiesta del dottor Manotti sarebbero risultate infondate, tanto da convincere il vicecapo della Procura della Repubblica di chiedere l'archiviazione. Gli indagati sono Mirco Bonamini, vicedirettore generale della Cassa, e i funzionari Mazzoni e Fini. A accusare i tre l'imprenditore edile Ferruccio Fambrini, viareggino. Il cui legale, avvocato Marco Taddei, nell'udienza di giovedì scorso in Tribunale a Massa, ha chiesto tre cose al gup dottor Laghezza: a) di respingere la richiesta di archiviazione del pm Manotti; b) di riformulare l'accusa, ma cambiando il capo di imputazione: non più estorsione e concussione, ma concorso in bancarotta preferenziale. Il dottor Laghezza si è riservato di decidere se accettare la richiesta del pm o quella della parte civile. I nomi dei tre indagati sono nomi eclatanti nel mondo bancario apuano. E le conclusione a cui è venuto il pm Manotti sono lusinghiere per loro: non ci poteva essere concussione perchè i tre non sono pubblici ufficiali, mentre per il reato di estorsione denunciato dalla presunta vittima, non sono saltate fuori le prove. E la questione della bancarotta preferenziale? Questo è un processo dove Fambrini è imputato a Lucca, sede della ditta Amor srl, al centro della vicenda. Per gli avvocati di Fambrini, i vertici della banca sarebbero complici nelle operazioni di distrazioni di beni prima della proclamazione del fallimento. Tutte cose da dimostrare, è chiaro. L'imprenditore viareggino, ex carabiniere con in passato appalti vinti in Comune a Massa e addirittura in Tribunale, ha messo a verbale accuse pesanti a danni dei dirigenti della banca. Ha parlato di Rolex e penne Montblanc regalate per essere tranquillo sulla concessioni dei fidi. «Il mio cliente - spiega l'avvocato Mattei - ha esibito anche le fatture per l'acquisto di orologi e penne di lusso». Purtroppo per lui di fronte alle fatture esibite non c'è certezza a chi siano finiti i Daytona e le Masterstuck acquistate. Insomma lui li ha comprati, ma non si sa se effettivamente siano serviti a conquistare la benevolenza di qualcuno. Stessa situazione per i lavori di ristrutturazione che Fambrini ha dichiarato avere realizzato nella casa milanese del figlio di un funzionario, nella fattispecie il dottor Fini dell'ufficio incagli e rientri della cassa di Carrara. «I lavori sono stati eseguiti - conferma l'avvocato - questo è stato verificato dalle indagini, come non si sono trovati i giustificati di pagamento di questi lavori eseguiti». In mancanza o in presenza di prove, certi fatti - ripetiamo non dimostrati - attengono alla sfera etica di un funzionario di banca, senza alcun risvolto penale. Di sicuro Ferruccio Fambrini non si è mai arreso. Ha chiamato in causa anche la vigilanza della Banca d'Italia che ha mandato negli anni scorsi una ispezione alla Cassa di risparmio di Carrara per capire se i fidi e poi il mutuo accordato all'imprenditore avesse in criteri della regolarità bancaria. Una situazione ingarbugliata che secondo Federico Manotti non ha dato adito a riscontri penali. Vedremo ora come deciderà il dottor Laghezza.
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