Sicurezza
Suite di lusso nel cascinale che fu dei Borbone
Marco Pomella
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MASSAROSA. Doveva essere solo una breve vacanza in Toscana, di una delle tante famiglie tedesche che scelgono la Versilia. Ma quel vecchio rudere in cima a quella collina, a lei, era rimasto nel cuore. E così ha deciso di acquistarlo e trasformarlo in un piccolo gioiello di ricettività, incastonato nelle colline sotto Mommio Castello. Da 15 anni Andrea Lehmann vive a Piano di Mommio, in quella che un tempo era un'antica tenuta dei Borbone. Andrea ha 49 anni, viene dal sud della Germania, dalla città di Tuttlingen. 15 anni fa viene in Toscana, per caso scopre la Tenuta Casone, sulle prime colline dietro Piano di Mommio, una vecchia casa-fattoria di proprietà dei Borbone, risalente al 1729, immersa in un oliveto in stato di abbandono, ma impiantato 5 secoli prima. Se ne innamora, l'acquista e la trasforma in qualcosa che, a vederlo oggi, non ci si crede. La Tenuta Casone, infatti, nonostate sia sconosciuta ai più, da 14 anni offre un turismo di altissima qualità. L'intero immobile è stato ristrutturato, rispecchiando l'architettura originale e perfettamente inserito con l'ambiente intorno. Gli interni però sono ultramoderni, dotati dei massimi confort, con ampie vetrate. Indipendenti l'una dall'altra, ci sono tre suite, tutte e tre con servizi di qualità (dal laptop alla connessione wifi, dal bar al caminetto in camera, dallo schermo piatto alla connessione satellitare) e terrazzo ad uso esclusivo. Ma poi c'è una grande piscina, tre cucine (di cui una all'aperto), una spa con sauna e massaggiatrici, una grandissima sala ristorante al primo piano, con vista sull'intera vallata. Il tutto porta la firma dell'architetto di Montecarlo, Patrizia Rossino. «Abbiamo investito molto - dice la signora Andrea - e tutti gli anni questo immobile richiede grandi ristrutturazioni. Ma i nostri ospiti mostrano di essere davvero soddisfatti». Il Casone vive, di fatto, senza promozione o marketing, eccetto un sito internet. Tratta un turismo d'elite, fatto spesso di imprenditori o artisti stranieri; quasi solo tedeschi, svizzeri, austriaci e americani. I prezzi del resto non sono certo bassi; si possono spendere fino a 450 euro a notte solo per la suite. La gestione è familiare. «Ci lavoriamo io con mia sorella e mio cognato, più qualche aiutante. Noi ci occupavamo d'altro in Germania, di commercio. Ma ci siamo innamorati di questo angolo di paradiso, e l'abbiamo riportato agli splendori, che doveva avere un tempo». Presto si aggiungerà al gruppo anche il figlio di Andrea, Alex, che ha intenzione di iscriversi alla facoltà di scienze gastronomiche, ma non prima di aver svolto un anno di "tirocino" a Piano di Mommio. La struttura è immersa nel verde: quattro ettari di oliveto, una grande orto, alcuni animali. «La nostra cucina serve, per quanto possibile, prodotti biologici di nostra produzione». Il Casone organizza spesso anche cene particolari, ad esempio, con lo chef del Byron Andrea Mattei, oppure estemporanee d'arte. Un punto di riferimento per i turisti stranieri d'alto borgo. E pensare che, invece, un tempo, era usato (e ci sono ancora, ben visibili, i segni) dai contadini del posto per portare il grano per farne pane e le olive per farne olio.
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