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Personale dell'asilo nido senza stipendio da febbraio: «Siamo pronti allo sciopero»
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AGITAZIONE. Lasilo nido Madre Maria La cooperativa che gestisce il servizio è in liquidazione e quella che la sostituirà non è ancora subentrata
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FORTE. Non ricevono lo stipendio da febbraio. E ora, spalleggiati dal sindacato, hanno deciso di entrare in stato di agitazione. È una primavera difficile quella per il personale educativo e ausiliario dell'asilo nido comunale Madre Maria, in via Mascagni a Forte dei Marmi. Una decina di persone che si trova nel mezzo di un passaggio fra la vecchia gestione e quella nuova, e che ormai da troppo tempo reclama - inutilmente - i propri diritti di lavoratori. La situazione viene riassunta, in maniera quasi brutale, da Marcello Massei, della Cgil: «Cosa succede? Succede che non stanno riscuotendo gli stipendi da febbraio». Si tratta, in totale, di una decina di persone, che sono attualmente sotto contratto della cooperativa Civitas Educa - prospettive educative toscane, che ha la sua sede a Sant'Angelo Lodigiano. Non c'è, ad angustiare questi lavoratori, solo il problema dello stipendio: mancano infatti anche i versamenti contributivi, i moduli del Cud 2010 e pure le buste paghe degli ultimi mesi. «Con il risultato - sintetizza Massei - che c'è chi è in difficoltà perché dovrebbe portare la busta paga in banca come "garanzia" per un prestito». Non è la prima volta, spiega il sindacalista, che i rapporti con la cooperativa sono difficili. Anche perché quest'ultima, negli ultimi anni, stata responsabile di svariati servizi in tutta la Versilia. Ora, però, la coop è stata messa in liquidazione. Anche perché il contratto di gestione con il comune di Forte dei Marmi per l'asilo nido (inaugurato durante l'amministrazione di Roberto Bertola) è già in regime di proroga. «Abbiamo già individuato, tramite gara - spiega l'assessore alla pubblica istruzione Liana Cecchi - la cooperativa fiorentina che sostituirà quella attuale». È previsto che il personale passi da una coop all'altra, ma rimane l'incognità sui soldi che i lavoratori dovrebbero aver dalla Civitas. «È una situazione che conosciamo fin troppo bene», commenta Cecchi che poi si toglie un sassolino dalla scarpa: «Purtroppo abbiamo ereditato il tutto dalla passata amministrazione. In ogni caso sono piuttosto ottimista. Abbiamo già preso contatti sia con i sindacati che con i dirigenti della cooperativa, e speriamo di chiudere in maniera positiva entro questa settimana». Una speranza che, ovviamente, è anche quella dei lavoratori. Che, in caso contrario, spiega Massei, sono pronti allo sciopero.
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