Sicurezza
Mense, mancano i soldi per passare in mano al pubblico
Luca Basile
◗
Bambini a refezione quando imperversava la protesta del panino 3 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. Mense scolastiche a gestione pubblica? «Sì, forse; anzi, aspettiamo ancora 10 giorni, poi decidiamo». Quanto emerso martedì sera durante l'assemblea in S.Agostino alla presenza di genitori - un centinaio quelli che hanno risposto all'appello - Sindaco, amministratori comunali e referenti della Pietrasanta Sviluppo, ha, infatti, confermato la grande incertezza che regna intorno alla querelle. Come noto, con il mese di giugno va in scadenza il contratto con la multinazionale Sodexo, che ogni giorno porta nelle mense scolastiche cittadine 1.200 pasti. Appalto di servizio, che i genitori, lo hanno ribadito in ogni salsa anche martedì scorso, non vogliono vedere rinnovato. Auspicio, che coincide, apparentemente, con quello dell'amministrazione Lombardi propensa, fin dalla campagna elettorale di un anno fa, a riprendere in mano, attraverso la società patrimoniale Pietrasanta Sviluppo, la gestione dello stesso servizio. «A noi preme il miglioramento della qualità e la tutela della salute dei bambini; per questo motivo, riteniamo la gestione diretta una priorità. Non abbiamo deliberato niente fino ad adesso, perché fino a dicembre 2010 è rimasto in carica il vecchio Cda e poi, perché si rendeva necessario un serio esame della situazione». Motivazioni, che non hanno però convinto un genitore presente in sala. «Ci sono alcuni fra noi, che vi hanno votato, compreso il sottoscritto, anche perché vi siete impegnati per una gestione pubblica delle mense. E', quindi, incomprensibile quanto ci spiegate oggi. Sarebbe vergognoso assistere ad una marcia indietro». Alterco, piuttosto vivace, a parte, Lombardi ha ribadito, che persistono «criticità economiche, che non possiamo trascurare. Uno studio sulla fattibilità del progetto, redatto e consegnato in queste ore da una società di settore (la Conal, ndr.) evidenzia problematiche alla voce dipendenti (44 quelli a pieno regime, ndr.) sostituzioni e rivendicazioni, monitoraggio sui prodotti e in quantitativi da acquistare, rette di pagamento non liquidate dai cittadini. Il Comune, è bene essere chiari sull'argomento, può mettere a disposizione della Patrimoniale 1 milione e 150 mila euro, l'importo garantito alla Sodexho. Di più non è possibile, perché rischieremmo il patto di stabilità. Faccio notare che, in bilancio, avevamo 3 milioni di euro in meno, rispetto al 2010. Ben venga la gestione diretta delle mense, ma nel rispetto delle nostre disponibilità economiche». Parole, quelle di Lombardi, che hanno innescato il punto di vista di Marco Bonuccelli, presidente della Pietrasanta Sviluppo. «Ad oggi, come società, non siamo attrezzati per gestire le mense. Nel nostro organico, poi, non ci sono addetti amministrativi, così come un direttore generale; un problema ulteriore, perché dovremo assumere con ricadute sui costi. C'è poi il nodo dipendenti da dirimere; è vero o no che 7, 8 dei lavoratori attuali sono impiegati a pieno regime per le mense dei centri degli anziani, mense che non rientrano fra le nostre competenze?. A questo punto la decisione se affidare o meno la gestione mensa alla società che presiedo, spetta al consiglio comunale; sta a chi amministra ravvisare se ci sono le condizioni per andare avanti, come da tutti auspicato». In sostanza, un rimpallo di responsabilità sulla paternità della scelta finale, fra Comune e Pietrasanta Sviluppo. «Entro metà mese prenderemo una decisione», chiosa di Lombardi. Dieci giorni dove farà "rumore" il silenzio in attesa dei genitori. Il problema delle colonie estive «O proroga e appalto» PIETRASANTA. «Cosa ne sarà delle mense durante le colonie estive?». Questione, quella posta martedì sera dal presidente della commissione mensa Cristina Lavorini, più che mai appropriata, visto il contratto in scadenza fra Comune e Sodexo e ancora le incertezze legate sul futuro gestore. «È molto semplice; o si va verso una proroga alla Sodexo, in modo da consentire il servizio durante l'estate, o si procede con una gara d'appalto apposita per coprire il servizio. Un fatto è certo - ha spiegato Lombardi - la Società patrimoniale, nel caso, sarà operativa non prima del mese di settembre. Quindi, una soluzione, transitoria, va trovata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
