Il Tirreno

Versilia

Via Fratti in rivolta

Donatella Francesconi
Via Fratti in rivolta

Sporcizia e spacciatori, quartiere sotto assedio

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VIAREGGIO. «Il problema, sai, è la monodose... Se vengono fermati hanno con sé droga solo per uso personale...». Via Fratti, all'ora di colazione. Sui tavoli di bar e chioschi c'è il "Tirreno", aperto alla pagina dell'inchiesta sulla "Scampia verde". I commercianti della zona raccontano la condizione di assedio in cui vive il quartiere. «La situazione è critica? Di più», è la voce del chiosco "Maravilhoso" davanti all'ospedale. «Domenica sera urlavano e si rincorrevano dentro la pineta», raccontano alla rosticceria storica di via Fratti. «I clienti hanno difficoltà a venire, la sera, perché magari devono traversare il parco», continua la testimonianza: «Poche sere fa abbiamo scortato una signora che era venuta a acquistare la pizza e, all'uscita, si è visto due tipi intorno all'auto parcheggiata...». 

Le voci si rincorrono, una dietro l'altra: «L'altro giorno un nostro amico è stato fermato più volte mentre era in pineta di giorno: "Amico, vuoi qualcosa, vuoi la roba, che ti dò, amico?...". Ne è uscito inorridito».  La sera - raccontano al bar "Lencioni - è tutto «un rufolare nei cestini». Dove lo stupefacente viene nascosto, in mezzo alla spazzatura che nessuno porta via. Le liti per lo spaccio sono all'ordine del giorno, gli fa eco la testimonianza del "Maravilhoso". Alla quale si aggiunge quella di chi gestisce l'edicola "Argentina" di fronte allo storico immobile dal recupero infinito. «L'altra sera sembravano un'orda in fuga. Fino ad un momento prima sembrava che in pineta non ci fosse nessuno...Poi è arrivata la polizia e s'è alzata come una nuvola di persone che scappavano.

Ma chi ci viene in pineta se questa è la situazione?».  Al chiosco "il Coriandolo" rincarano la dose: «Fosse solo per lo spaccio...Ma chi vuoi che frequenti un parco in queste condizioni?». Il tour è presto fatto: poco distante, alle spalle di uno dei giochi a pagamento per bambini che sono la caratteristica del verde a Ponente, sono rimasta le frasche del taglio dei pini. Un cumulo all'interno del quale si va a fare i propri bisogni: «Li dentro c'è di tutto - racconta il gestore dell'attività riservata ai più piccoli -: è un cacatoio a cielo aperto. E io apro l'attività domenica. Ma si può?». Certo, incalzano i gestori del chiosco, «il bagno pubblico è stato chiuso per tutto l'inverno. E, ora, con il costo di un euro chi vuoi che lo usi se riapre?».  Il giro continua. Tra il bocciodormo e lo spazio del Comune dedicato ai bambini, ci sono i recinti con le nuove pianticelle destinate a rimboschire la pineta. Peccato che siano tutte bruciate.

Dall'altro lato seguiamo le tracce di un fenomeno che sembra una leggenda metropolitana: arredi del parco fatti a pezzi e distribuiti qua e là, ma non casualmente. «Servono come ostacoli per le forze dell'ordine», spiegano i commercianti che segnalano dove trovare le prove di quanto vanno dicendo. Una volta sul posto, c'è un vero e proprio percorso sul quale sono disseminati pezzi di qualsiasi cosa.  Tutto intorno, sopra e sotto tavoli e seduti, chili di sporcizia. La stessa che rotola fuori da cestini rigorosamente aperti (quelli in legno) o strabordanti (i contenitori in metallo). Nel capitolato di Sea non c'è la pulizia della pineta, ma solo lo svuotamento di cassonetti e cestini lungo viale Capponi. Ed il mistero resta chiuso tra i pini: allora, a chi tocca? 

Il pensionato col cane ne sa più degli amministratori: «Basta che i vigili facciano le multe a chi sporca...e la pineta torna pulita». Oltre a raggranellare un po' delle risorse necessarie. Ma forse è troppo semplice...  «Possibile che i nostri amministratori non si rendano conto del degrado di questa città?». La domanda arriva ancora dall'edicola davanti a Villa Argentina: «Basta passare il Fosso dell'Abate per scoprire che da Lido in su sembra un altro mondo. Hanno ridotto questa città che non lo so...Ma non si è obbligati a fare il sindaco: se Lunardini non è capace, torni alla professione di medico...».  L'incontro. Pinete, che fare: se ne discute questa mattina alle 10 nella sede della Confesercenti in via Matteotti con il direttore Alessandro Cerrai.

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