Sicurezza
Versiliana, il presidente Nicolai replica alle illazioni del Pdl
«Nessun legame tra Mori e il nostro consulente fiscale»
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ESTRANEO. Il vicesindaco Luca Mori e in alto Manrico Nicolai con il sindaco Lombardi 2 MINUTI DI LETTURA
PIETRASANTA. «Fra lo studio scelto dalla Fondazione La Versiliana per consulenza fiscale e tenuta contabile e un membro della Giunta non esiste alcun collegamento». È lapidario, Manrico Nicolai, numero uno della Versiliana, nel replicare ad una precedente domanda del capogruppo del Pdl, Alberto Giovannetti, che nella nostra cronaca di ieri aveva chiesto chiarimenti sul presunto affidamento di un incarico ad un soggetto vicino ad un assessore della giunta Lombardi. «Niente di più falso - replica Nicolai - Giovannetti ha preso una bella cantonata nel riportare queste illazioni». «Nel caso specifico, non esiste nessuna collaborazione professionale, né di dipendenza lavorativa. Lo studio in questione non è associato e non esistono rapporti di collaborazione, né diretta, né indiretta, tra i due soggetti (Studio Menocci e il vicesindaco Luca Mori, ndr). Lo studio e il membro della giunta, con altri professionisti, dividono semplicemente parti comuni di uno stesso stabile adibito ad uffici. Ognuno ha le proprie posizioni individuali accese presso l'Agenzia delle Entrate, ognuno gestisce in modo autonomo - ribadisce Nicolai - i propri clienti e ognuno ha una targa individuale, dove sono scritti i servizi offerti. La rendicontazione delle buste paga dei dipendenti è affidata a uno studio diverso, che ha sede in altro stabile e in un'altra zona del nostro Comune». In sostanza, per la Fondazione, il caso non esiste. Intanto, si continua a discutere del futuro della Versiliana. Lo statuto? «Va modificato. Il presidente Manrico Nicolai ha ragione; sarà introdotta una nuova figura operativa». L'appello dell'attuale numero uno della Fondazione, «una realtà, come da Fondazione non può essere gestita - aveva detto - da un presidente con titolo onorifico», non cade nel vuoto. Il sindaco Domenico Lombardi "apre", di fatto, al cambiamento statutario. «Se dal Ministero non arriveranno i chiarimenti richiesti, o ancora non ci sarà una modifica nell'attuale legge che prevede solamente ruoli onorifici, e quindi senza stipendio, nella gestione della Fondazioni, interverremo come consiglio comunale. Previo coinvolgimento dei soci della Fondazione. Serve una figura chiamata ad assumersi quelle responsabilità civili e legali che oggi ricadono, in modo improprio, sul presidente. Non è questione di stipendi, ma di valorizzare una struttura operativa che possa portare avanti, in modo funzionale, un soggetto di così grande importanza, per la città, quale è la Fondazione. Ci muoveremo in tempi rapidi».
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