Proteste
Consiglio unico dei sette Comuni mercoledì 20
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Cartelli, striscioni in piazza a Roma contro i bagni allasta 2 MINUTI DI LETTURA
VIAREGGIO. Un consiglio comunale congiunto dei 7 Comuni della Versilia contro la direttiva Bolkestein. Lunedì si è tenuta a Camaiore la conferenza dei presidenti del consiglio dei 7 Comuni. «Quello di ieri è stato il secondo incontro - spiega il presidente di Camaiore Pier Francesco Pardini - che abbiamo voluto per creare un fronte compatto dei Comuni della Versilia e portare così avanti la nostra opposizione alla Bolkestein. Durante la conferenza abbiamo stabilito di convocare un consiglio comunale congiunto in programma mercoledì 20 aprile a Lido di Camaiore all'interno dell'Una Hotel alle 15 a cui saranno invitati il Ministro Fitto, il Ministro Matteoli e il Ministro Brambilla, l'Assessore regionale Di Dalmazio, tutti i parlamentari e i senatori toscani, assieme ai deputati del Parlamento Europeo, oltre alle categorie in rappresentanza delle associazioni balneari. Per quest'ultime richiederemo un nominativo rappresentante per ogni associazione balneare e per ogni sigla sindacale, che potranno parlare prima dell'inizo della discussione; la seduta sarà, ovviamente, pubblica». Anche il sindaco Giampaolo Bertola ha già da tempo espresso la propria disponibilità per cercare di risolvere la problematica legata all'asta delle concessioni demaniali e ha dato mandato a Pardini di rappresentare ufficialmente il Comune di Camaiore alla manifestazione di ieri a Roma. Sempre sul fronte delle iniziative e delle proteste il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha annunciato: «Domani in sede Anci chiederò che venga organizzata quanto prima una manifestazione dei Comuni marini, e tra questi anche Roma, per andare a manifestare a Bruxelles. Contestualmente chiederò anche al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, di darci una mano a difendere i diritti delle imprese balneari». Ormai da troppi anni «sappiamo che le normative dell'Ue si prefiggono lo scopo nobile di attivare i principi di concorrenza, ma il più delle volte finiscono con il garantire i vantaggi e i privilegi dei grandi gruppi economici», ha detto il primo cittadino di Roma. «In realtà - ha aggiunto - da Bruxelles non si ha il coraggio di rompere i grandi monopoli e si cerca di mettere sotto scacco i piccoli imprenditori. Per questa ragione è necessario quanto prima riaprire una trattativa sia a livello nazionale che europeo, andando quindi a presentare le nostre ragioni all'Unione Europea a Bruxelles».
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