Sicurezza
«La Regione blocchi il piano prima casa»
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PANORAMA. Una veduta di Forte dellalto Il Pdl all'attacco: è un provvedimento pieno di irregolarità
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FORTE. Un piano con «molte irregolarità». È il modo con il quale il candidato a sindaco del Pdl James Popper bolla il provvedimento per la prima casa, al quale il Consiglio comunale ha dato il via libera poche settimane or sono. «Anche se esso è stato definitivamente approvato - spiega Popper - stiamo predisponendo una serie di quesiti alla Regione e alla Provincia affinché venga valutata la correttezza dell'atto amministrativo e se ricorrano gli estremi per un ricorso presso la conferenza paritetica regionale. Se le regole del gioco non cambieranno a seconda dei colori politici dei comuni, siamo certi che questo piano dovrà essere completamente rifatto». Insomma, il centrodestra non sembra disposto ad alzare "bandiera bianca" sul provvedimento. E non - giura Popper - per un partito preso: «Come Pdl siamo sempre stati favorevoli ai progetti che favoriscono la prima casa ai residenti, tanto che era già stato avviato un bando per la prima casa che rappresenta una priorità di governo del nostro programma politico. Siamo contrari invece al piano complesso di intervento approvato da questa giunta perché non ha nulla a che vedere con la prima casa. Oltre le apparenze e ciò che va dicendo in giro per il paese il centrosinistra, la verità è che si andrà a premiare solo la rendita immobiliare. Con la scusa della prima casa sono stati fatti passare dei programmi urbanistici molto discutibili, inserendo nel piano complesso progetti di privati che neppure avevano aderito al bando di evidenza pubblica del Comune, oltretutto su interventi non finalizzati alla prima casa, quali quelli che prevedono nuove aree commerciali e direzionali sulla Via Emilia». Sul problema della prima casa, prowsegue Popper, «rilevato questioni fondamentali per il futuro del paese. Si pensi che per il solo fatto di avere spostato la data a cui fare riferimento per i frazionamenti dei terreni dal 1997 al 2009, e di avere liberalizzato (in contrasto con il piano strutturale) tutte le aree che nel regolamento urbanistico erano classificate come inedificabili "verdi di valenza ecologica", si potrebbe teoricamente edificare non meno di 250 nuove ville a cui si devono aggiungere tutti i nuovi frazionamenti degli alloggi. Non solo: il Comune non ha fatto una seria politica degli alloggi per la prima casa, neanche per quelli che andranno a beneficio delle cooperative. Per loro l'Amministrazione si è limitata a rendere edificabili alcune zone che prima non lo erano, lasciando al proprietario del terreno e alla cooperativa edilizia il compito di trovare un accordo sul valore delle aree stesee. Con questo piano si avvantaggia solo chi ha la proprietà del terreno che avrà un doppio tornaconto: perché guadagnerà dalla vendita alla cooperativa (che scaricherà i costi sul socio e, quindi, un aggravio sul costo dell'alloggio) e perché potrà costruire una o più ville private sulla basa della "perequazione urbanistica" stabilita dal Comune». Il progetto che fu del centrodestra, ricorda Popper, «era ben diverso: prevedeva l'acquisizione gratuita delle aree al patrimonio comunale attraverso la perequazione urbanistica che poi avremmo assegnato in diritto di superficie alle cooperative e all'Ater Questo piano poi è talmente complesso nel suo iter che sarà comunque difficile che in questa legislatura si possa vedere realizzato qualche alloggio per prima casa da parte delle cooperative».
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