Sicurezza
Casa, gli aiutati sono 2mila
Fra case popolari, alloggi in hotel e sussidio affitti
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VIAREGGIO. Da poco più di un milione e mezzo di euro (1.661.101) nel 2008 a 2 milioni e 144.184 euro: è la spesa del Comune per sostenere l'emergenza abitativa in una città di 60mila abitanti che vede 2mila cittadini con un tetto sulla testa solo grazie agli interventi pubblici. L'assessore Lucia Accialini ed il sindaco hanno fornito la fotografia dell'emergenza casa nel corso del consiglio comunale aperto di mercoledì scorso. Portando all'attenzione di tutti dati e importi di spesa, al 31 dicembre 2010. Ottantuno i nuclei familiari inseriti nelle pensioni, per un totale di 762.343 euro.
Altri 37 sono stati collocati negli alloggi reperiti attraverso la rete della solidarietà: 3 della Misericordia, 2 della parrocchia di Torre del Lago, 6 del consorzio di cooperative sociali "So&Co", 8 nella struttura denominata Tosca, 18 al Ferrhotel in gestione all'Auser: per una spesa di 236.730 euro. Sono invece 47 le famiglie che vivono in case di proprietà della Patrimonio o gestite dalla stessa: 31 appartamenti sul territorio versiliese più i 16 miniappartamenti di via delle Catene, per una spesa pari a 300mila euro.
Il contibuto per il sostegno all'affitto che il Comune eroga direttamente con le proprie finanze è stanziato per 288 famiglie e un importo di 845.111 euro; altre 176 famiglie lo ricevono grazie ai fondi stanziati dalla Regione. Se agli alloggi popolari, compresi quelli in arrivo - è il conto del sindaco - si aggiungono le famiglie che ricevono una qualche forma di contributo all'affitto o sono inserite in pensione, i nuclei che usufruiscono di un intevento pubblico per assicurarsi un tetto sulla testa, «arrivano a sfiorare quota 2mila». Lunardini continua: «Quando ho riferito in Regione questi dati in rapporto ad una cittadina di 60mila abitanti come la nostra, stentavano a crederci. L'assessore Accialini fa il punto anche delle nuove disponibilità: 15 appartamenti al Forcone per l'affitto calmierato (300-400 euro), 28 all'ex Tabarracci con le stesse modalità più 20 per l'emergenza abitativa. La consegna - conferma Accialini - è prevista per giugno.
Nonostante le case siano però pronte da quasi due anni. Dodici sono gli appartamenti di edilizia residenziale pubblica (Erp) all'ex Gasometro, 24 alla Migliarina, 16 al Quartiere Bonifica. Tutti in fase di realizzazione, ma per quelli alla Migliarina - ha annunciato l'assessore - «i lavori si sono fermati e attendo di capire il perché da Erp». Al conto vanno aggiunti i venti previsti a Torre del Lago. Per un totale di 135 appartamenti a fronte di una graduatoria da 520 famiglie. C'è poi il nodo dello stabile di via Matteotti, utilizzato dall'amministrazione Marcucci per accogliere i cittadini stranieri regolari dopo la chiusura dell'esperienza del campo di accoglienza denominato "Lisca". «L'amministrazione - spiega Accialini - ha avviato le procedure per intervenire sull'immobile e ricavarne una ventina di appartamenti».
Mentre nel Regolamento urbanistico, lontano dall'approvazione, «sono stati individuati i terreni su cui intervenire per la realizzazione di alloggi popolari e ad affitto calmierato». Per uscire dall'emergenza non basta. Così come per avere un minimo di "respiro" per il futuro. Così il sindaco torna su una proposta che gli sta a cuore: «Va perseguita una politica in cui dal "pubblico", per mezzo di un sistema di fondi immobiliari locali, sia possibile far affluire risorse finanziarie finalizzate allo sviluppo del "social housing" inteso come edilizia residenziale a canone di affitto calmierato».
Altri 37 sono stati collocati negli alloggi reperiti attraverso la rete della solidarietà: 3 della Misericordia, 2 della parrocchia di Torre del Lago, 6 del consorzio di cooperative sociali "So&Co", 8 nella struttura denominata Tosca, 18 al Ferrhotel in gestione all'Auser: per una spesa di 236.730 euro. Sono invece 47 le famiglie che vivono in case di proprietà della Patrimonio o gestite dalla stessa: 31 appartamenti sul territorio versiliese più i 16 miniappartamenti di via delle Catene, per una spesa pari a 300mila euro.
Il contibuto per il sostegno all'affitto che il Comune eroga direttamente con le proprie finanze è stanziato per 288 famiglie e un importo di 845.111 euro; altre 176 famiglie lo ricevono grazie ai fondi stanziati dalla Regione. Se agli alloggi popolari, compresi quelli in arrivo - è il conto del sindaco - si aggiungono le famiglie che ricevono una qualche forma di contributo all'affitto o sono inserite in pensione, i nuclei che usufruiscono di un intevento pubblico per assicurarsi un tetto sulla testa, «arrivano a sfiorare quota 2mila». Lunardini continua: «Quando ho riferito in Regione questi dati in rapporto ad una cittadina di 60mila abitanti come la nostra, stentavano a crederci. L'assessore Accialini fa il punto anche delle nuove disponibilità: 15 appartamenti al Forcone per l'affitto calmierato (300-400 euro), 28 all'ex Tabarracci con le stesse modalità più 20 per l'emergenza abitativa. La consegna - conferma Accialini - è prevista per giugno.
Nonostante le case siano però pronte da quasi due anni. Dodici sono gli appartamenti di edilizia residenziale pubblica (Erp) all'ex Gasometro, 24 alla Migliarina, 16 al Quartiere Bonifica. Tutti in fase di realizzazione, ma per quelli alla Migliarina - ha annunciato l'assessore - «i lavori si sono fermati e attendo di capire il perché da Erp». Al conto vanno aggiunti i venti previsti a Torre del Lago. Per un totale di 135 appartamenti a fronte di una graduatoria da 520 famiglie. C'è poi il nodo dello stabile di via Matteotti, utilizzato dall'amministrazione Marcucci per accogliere i cittadini stranieri regolari dopo la chiusura dell'esperienza del campo di accoglienza denominato "Lisca". «L'amministrazione - spiega Accialini - ha avviato le procedure per intervenire sull'immobile e ricavarne una ventina di appartamenti».
Mentre nel Regolamento urbanistico, lontano dall'approvazione, «sono stati individuati i terreni su cui intervenire per la realizzazione di alloggi popolari e ad affitto calmierato». Per uscire dall'emergenza non basta. Così come per avere un minimo di "respiro" per il futuro. Così il sindaco torna su una proposta che gli sta a cuore: «Va perseguita una politica in cui dal "pubblico", per mezzo di un sistema di fondi immobiliari locali, sia possibile far affluire risorse finanziarie finalizzate allo sviluppo del "social housing" inteso come edilizia residenziale a canone di affitto calmierato».
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