Il Tirreno

Versilia

«Ecco la pineta che offrite ai bimbi»

Donatella Francesconi
<b>NEI FOSSI.</b> Le foto di Matilde raccontano lo stato del parco cittadino e dei suoi canali
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NEI FOSSI. Le foto di Matilde raccontano lo stato del parco cittadino e dei suoi canali

Matilde, 13 anni, fa le foto e le manda al giornale. Barsotti: domenica puliamo

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 VIAREGGIO. Pineta di ponente, che passione! I lettori che abitano nella zona, o anche solo chi con l'arrivo della primavera torna a sceglierla come luogo di passeggiate o sport, inonda di proteste la posta elettronica del "Tirreno".  L'ultima segnalazione arriva da Matilde, che di anni ne ha solo 13: «Vivo a Viareggio - scrive la giovanissima cittadina - davanti alla pineta di via Fratti. Quella pineta dove io vado spesso con i miei genitori, la mia sorellina ed il mio cane, e noto che si è trasformata in una discarica a cielo aperto. Ovunque mi giri vedo sporcizia, rifiuti. I fossetti sono stracolmi di sacchetti, lattine, sedie rotte e perfino biciclette arrugginite sommerse dall'acqua. La pineta dovrebbe essere un luogo di ritrovo, un parco dove camminare tranquillamente, trascorrere i pomeriggi dopo la scuola e magari ammirare la natura. Non un luogo dove provare vergogna di essere viareggini». Matilde allega alla protesta anche alcune foto e noi le pubblichiamo in questa pagina.  Torna a farsi sentire anche Augusto Barsotti, titolare del "Pino sul tetto", uno dei locali della pineta di Ponente. «Ho ripreso la mia opera di spazzino», scrive suscitando un bel dibattito sui blog cittadini.  «Datemi cinque persone - è la provocazione di Barsotti - e qualche volontario, dalle 7 alle 13 e in cinque giorni, in pineta, non riuscirete a trovare più neppure una cicca».  Le risposte non si sono fatte attendere. Ed un appuntamento c'è già: domenica prossima alle 9, davanti al "Pino sul tetto", con Barsotti che ci mette la focaccina calda ed un bicchiere di vino.  Enrico Santambrogio si è preso l'impegno di far rimbalzare l'appuntamento lungo le strade virtuali di Facebook, le adesioni già non mancano, l'invito è a portare con sè guanti, ramazza, rastrello e sacchi della spazzatura.  Un bel modo di riappropriarsi di una parte di città che, però, ha un problema ben più grave di quello della mancanza di pulizia che pure ha raggiunto il massimo livello: in pineta, nel mezzo di uno dei quartieri più centrali della città, si continua a spacciare. E l'attività illegale - stando a quanto testimoniano i residenti - sembra anche essere aumentata.  Una questione da forze dell'ordine - ed il sindaco Lunardini ha scritto al ministro Maroni chiedendo rinforzi - ma anche sociale. Perché - è inutile far finta di non vedere - la maggior parte dei clienti degli spacciatori della pineta di Ponente sono giovani o giovanissimi.  Figli, fratelli, nipoti - cioé - di questa città. Che nell'opera di pulizia, armati di ramazza, andrebbero davvero coinvolti in massa.

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