Il Tirreno

Versilia

IL CRAC DELLA EGP

Tante le vittime vip C'è la pista della mafia

<b>PERSONAGGI.</b> Dall&#146;alto, Sabina Guzzanti, Giovanni Stroppa, David Riondino, Heinz Beck, Enrico Vanzina
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PERSONAGGI. Dall’alto, Sabina Guzzanti, Giovanni Stroppa, David Riondino, Heinz Beck, Enrico Vanzina

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 VIAREGGIO. Da comici come Sabina Guzzanti e David Riondino a ex calciatori come Giovanni Stroppa e appunto Scienza. Passando per personaggi come l'architetto Angelo Bucarelli e lo chef Heinz Beck. E poi cinema e tv (Enrico Vanzina e Ruggero Deodato), parlamentari, industriali e persino aristocratici.  Il caso Egp ha scosso le fondamenta della Roma bene. E ora alcuni di questi personaggi rischierebbero addirittura l'accusa di riciclaggio. Il perché è presto detto: i legami che - secondo gli inquirenti - alcuni consulenti della società avrebbero avuto con le cosche calabresi.  La Procura di Roma, tramite rogatoria internazionale alle Bahamas, tenterà di recuperare le somme di denaro investite da esponenti del clan della 'ndrangheta dei Piromalli attraverso gli operatori finanziari arrestati nella Capitale per aver truffato vip, aristocratici, sportivi e notabili residenti ai Parioli.  Il pubblico ministero, Luca Tescaroli, titolare degli accertamenti, inoltrerà nei prossimi giorni al Ministero della Giustizia la richiesta di rogatoria dopo aver ricostruito il percorso del denaro affidato a Gianfranco Lande, capo della società di promotori ritenuta responsabile di truffe per un ammontare di 170 milioni di euro. Con lui sono stati arrestati Roberto Torregiani, Giampiero Castellacci di Villanova, Andrea e Raffaella Raspi. Tra i clienti di Lande, nei confronti del quale il magistrato ha ipotizzato il reato di riciclaggio, dopo quello di associazione per delinquere finalizzato all'abuso finanziario, ci sono Antonio e Giuseppe Piromalli, nonché Antonio Coppola, legato al clan 'ndranghetista. Il volume di investimenti affidato ai tre a Lande e ad altri operatori finanziari della stessa organizzazione è di 14 milioni di euro. Il sospetto degli inquirenti è che dietro questo volume di investimenti si celi un'attività di riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

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