Il Tirreno

Versilia

Svincolo per altri sette hotel

Marco Pomella
Alcuni alberghi affacciati su viale Colombo
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Alcuni alberghi affacciati su viale Colombo

Cambiano i requisiti minimi per la trasformazione in case

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 LIDO. Altri sette alberghi potranno essere trasformati in appartamenti. Arriva la prossima settimana in consiglio comunale la variante della variante dello svincolo alberghiero. Sembra (e forse lo è) un gioco di parole; in sostanza, si allargano le maglie del regolamento, per permettere lo svincolo ad altre strutture della costa.  Restano immutati i parametri temporali, che permettono cioè, lo svincolo se l'hotel è chiuso da una decina di anni. Saranno, invece, modificati i parametri riferiti al numero di camere. Per poter svincolare un edificio da uso ricettivo e trasformarlo in residenziale, per la fascia più a mare (da viale Colombo al mare) si passa dalle attuali 11 alle 15 camere, per la fascia dell'entroterra (da viale Colombo verso monti) si passa da 20 a 25 camere.  Questo rilassamento delle maglie (ammesso che passi in consiglio comunale) farà sì che rientrino tra gli hotel potenzialmente svincolabili altre sette strutture: un paio sul lungomare, il resto nell'entroterra.  In tutto, quindi, non saranno più 37, ma 44 le strutture (sull'intero territorio comunale) che potrebbero aver diritto alla trasformazione da hotel a case. E di questi, a quanto pare, già tre o quattro si sono fatti vivi in Comune per avere informazioni.  C'è, invece, un hotel che si è già portato parecchio avanti con le pratiche. Si tratta del Cuba, su viale Colombo, che rientra già nella prima "versione" del regolamento sullo svincolo.  I proprietari devono ancora integrare il progetto con qualche documento, ma ormai tutto pare in regola per poter far sparire le sue venti camere, per lasciare spazio a 7 appartamenti di circa 100 metri quadri l'uno.  Il Cuba si unisce alle strutture che hanno già ottenuto il via libera: lo Zurigo (con il cantiere aperto pochi giorni fa), il Berna, il Panoramic, il Villa Maria (iter ancora in corso), il Marilù (idem).  Non c'è stata, insomma, almeno per ora, quella "corsa allo svincolo" paventata dall'opposizione di centrosinistra.  «Da una parte è normale che non si facciano grossi investimenti in tempi di crisi - commenta il consigliere delegato all'edilizia privata, Riccardo Bonuccelli (Pdl) - e del resto, chi decide di trasformare un hotel in case lo fa solo, perchè non ce la fa più a mandare avanti l'albergo. Per questo, abbiamo portato il limite a 25 camere; il minimo, per un hotel, per poter accogliere i turisti in gruppo, la sola linfa per il turismo in bassa stagione».  E a quanto pare, non è stata neanche snaturata la vocazione turistica di Lido.  «Lo dimostra il fatto - dice il consigliere delegato Bonuccelli - che nel maggio 2005 c'erano 2.168 camere, nel giugno 2010 erano 2.254: sono aumentati i posti letto, non diminuiti». Merito anche del fatto che, in questo lasso di tempo, alcuni nuovi hotel hanno aperto (vedi l'Una), altri hanno ampliato (lavori ancora in corso, ad esempio, per il Bracciotti).  

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